Area professionale



MEZZI DI PROSPEZIONE GEOGNOSTICA


LINEE GUIDA PER LA PROGRAMMAZIONE ED ESECUZIONE DELLE INDAGINI GEOTECNICHE

Fermo restando il principio di assoluta discrezionalità del Professionista nell'impostare e nello svolgere la propria indagine, come da più parti richiesto ci è sembrato opportuno cercare di chiarire alcuni principi fondamentali nella programmazione delle indagini geognostiche, in modo da rendere più utile il nostro operato professionale e contestualmente rendere più agevole e oggettiva l'azione di verifica degli elaborati da parte del Commissario Edilizio.

1. Estensione delle indagini

Lo studio geotecnico deve essere esteso alla parte di sottosuolo interessata, direttamente o indirettamente, dalla costruzione del manufatto e che influenza il comportamento del manufatto stesso (concetto di volume significativo).
E' quindi proprio nella fase della programmazione delle indagini che l'intervento del geologo è insostituibile in quanto rappresenta l'unica figura professionale in grado di ricostruire in maniera attendibile il quadro litostratigrafico locale e la prevedibile evoluzione morfogenetica dei luoghi d'intervento.
Il volume significativo ha forma ed estensione diverse a seconda del problema in esame e va individuato caso per caso, in base alle dimensioni dell'opera ed alla natura e caratteristiche dei terreni del sottosuolo.
Le indagini devono essere sempre commisurate alle dimensioni, al tipo, alle caratteristiche strutturali, all'importanza dell'opera da realizzare ed alla complessità della situazione geologico-stratigrafica del sito di intervento, nonchè allo stato delle conoscenze sulla zona in esame.
La presenza nel sottosuolo di terreni particolarmente scadenti (depositi torbosi, sottoconsolidati, limi e sabbie molto sciolti etc.) o di terreni molto resistenti (roccia, depositi ghiaioso-ciottolosi ben addensati) modifica in maniera sostanziale il volume significativo di sottosuolo interessato dalla costruzione dell'opera. Quest'ultimo non può pertanto essere ridotto ad un elemento puramente geometrico come potrebbe apparire ad una prima ed approssimativa lettura delle Raccomandazioni dell'Associazione Geotecnica Italiana.

2. Indagine geognostica

Nel proprio elaborato il Professionista dovrà specificare, sulla base di quanto precedentemente esposto (importanza dell'opera e livello di conoscenza della situazione geologico-stratigrafica e geotecnica locale), il numero e la tipologia delle indagini ritenute necessarie e sufficienti per una esauriente caratterizzazione del sito di intervento.
La caratterizzazione geotecnica del volume significativo sarà necessariamente basata su uno studio per campioni: le informazioni verranno raccolte lungo alcune linee verticali (per mezzo di saggi con escavatore, pozzi o fori di sondaggio), orizzontali o inclinate (per mezzo di trincee, cunicoli o fori di sondaggio).
Il numero di accertamenti effettuati dovrà consentire tramite la correlazione tra i vari punti, di risalire ad una attendibile ricostruzione stratigrafica e geotecnica del sottosuolo, da effettuare alla scala del progetto. Se l'indagine è stata limitata ad una sola verticale, tale scelta dovrà essere giustificata da una documentata omogeneità stratigrafica.
La Tab. II classifica schematicamente i mezzi di indagine più appropriati in relazione alla complessità della situazione geologico-stratigrafica del sito di intervento (crescente da sinistra verso destra) ed alla complessità dell'intervento (crescente dall'alto verso il basso).
Lo schema, in quanto tale, ha il solo scopo di indirizzare la scelta delle indagini più appropriate specie di chi è ai primi passi nella difficile professione di geologo, senza per questo volerne sminuire le capacità di valutazione e il proprio potere discrezionale: la conoscenza dei luoghi e del problema in studio potranno di volta in volta rendere preferibili o necessarie anche tipologie d'indagine diverse da quelle indicate. In ogni caso, si ribadisce, la scelta del mezzo di indagine e l'ampiezza dell'indagine dovranno essere adeguate e commisurate all'importanza dell'intervento ed alla natura e complessità della situazione geologico-stratigrafica locale.
Indagini geognostiche basate unicamente su rilievi di tipo sismico o geoelettrico non potranno essere utilizzate per risalire ad una caratterizzazione geotecnica del sottosuolo (come invece purtroppo si vede proporre da alcuni produttori di attrezzature geofisiche).
Tali metodologie costituiscono un validissimo elemento di supporto e correlazione con altri mezzi di indagine diretta (sondaggi, prove penetrometriche, saggi etc. come indicato in Tab. I), ma da sole possono indurre errori di valutazione anche grossolani principalmente in dipendenza del grado di umidità dei materiali investigati.
Altro discorso è invece la valutazione dei parametri elastici dei terreni attraverso misure sismiche in foro con le tecniche downhole, crosshole e uphole della velocità delle onde longitudinali (Vp) e trasversali (Vs). In questo caso, ammesso che i rilievi siano effettuati con la precisione e l'accuratezza richiesta, i parametri ottenibili hanno una valenza pari se non superiore a quella delle analisi di laboratorio su campioni indisturbati: infatti la misura sismica investe grandi volumi di terreno e fornisce quindi una valutazione più attendibile delle caratteristiche elastiche medie dei materiali costituenti il sottosuolo.
Altro abuso frequente è quello che viene fatto del penetrometro dinamico leggero, in grado di fornire nella maggior parte dei terreni solo una caratterizzazione qualitativa e talora fuorviante, in special modo in depositi coerenti o semicoerenti molli ma anche sabbiosi molto sciolti, terreni per i quali deve essere evitata assolutamente la valutazione della compressibilità (modulo edometrico E o coefficiente di compressibilità mv) dedotta con varie alchimie dal numero di colpi di maglio n.
L'uso del penetrometro dinamico leggero deve pertanto essere limitato ai terreni sabbiosi e sabbioso-ghiaioso addensati ed a quelle situazioni logistiche e di inaccessibilità per altri mezzi di indagine (pendii in frana molto molli ed acclivi, scantinati, vani di ascensori etc.) nelle quali anche un approccio qualitativo può essere accettato.

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