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Ma vediamo adesso la dinamica di un evento alluvionale, cioé cosa accade perché si verifichi un'alluvione. L'acqua di un fiume è il risultato delle precipitazioni altmosferiche che sono avvenute all'interno del suo bacino idrografico.
Per avere un'idea di cosa può essere un bacino idrografico, prova ad immaginare una valle qualsiasi delimitata da creste montuose e persorsa da un fiume. Tutta la pioggia che cade all'interno di questa valle raggiungerà il fiume, mentre quella che cade al di là delle creste montuose alimenterà un'altro corso d'acqua. In questo modo puoi capire che tutte le terre emerse sono divise in bacini idrografici, perché tutta l'acqua che cade si concentra in fiumi.

Prima di raggiungere il fiume, l'acqua compie un percorso sul suolo e la quantità che alla fine raggiungerà il corso d'acqua sarà minore di quella che è caduta dal cielo. Accade infatti che parte della pioggia sia intercettata dalle fogli degli alberi, dall'erba e dai cespugli, mentre quella che rimane inizia a scorrere sul suolo. Ma anche qui, una parte dell'acqua si infiltra nel sottosuolo e dunque la quantità di acqua che arriva al fiume si riduce ancora di più.
Se la pioggia è molto forte e prolungata, l'acqua che viene assorbita dalle piante e dal suolo sarà poca rispetto a quella che cade, ed il fiume che raccoglie quest acqua inizia ad ingrossarsi. A questo punto diventa importante sapere quanta di questa acqua può essere contenuta dal fiume. Se infatti il volume di acqua è eccessivo rispetto a quello che gli argini del fiume possono contenere, si ha l'esondazione ed il territorio circostante viene allagato. Altrimenti si ha un evento di piena.


I danni provocati dalle alluvioni sono legati al numero di persone e cose coinvolte e saranno maggiori se questi fenomeni colpiscono una città. Nel novembre del 1966 una rovinosa allluvione colpì Firenze e le zone del Polesine provocando vittime e danni. A trenta anni di distanza da questi eventi tragici, gli esperti sostengono che una pioggia violenta e prolungata come quella che avvenne allora provocherebbe oggi molti più danni nelle stesse zone.

Gli stessi esperti vedono nell'incuria del territorio e nell'espansione delle città il motivo di questo pericolo. Dal 1966 infatti una grande parte del territorio che allora era coltivato adesso non lo è più perché molte aree coltivate sono state abbandonate, molti boschi sono stati distrutti dagli incendi e molte abitazioni sono state costruite in prossimità dei fiumi in zone in cui è elevato il pericolo di inondazione.



L'alluvione di Firenze del 1966 in una foto d'epoca


 
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