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La relazione fra la distribuzione dei vari tipi di carbone e le età delle rocce che lo contengono è molto regolare. Lo stadio di lignite si ritrova infatti sempre in depositi di età Cenozoica, mentre le antraciti si trovano in terreni del Paleozoico. Questa distribuzione è ovviamente in relazione al tempo necessario perché le varie fasi di maturazione si completino. Si è notato anche una correlazione molto interessante fra sito geografico e gli EOA, cioè eventi anossici (diminuzione dell'ossigeno). Infatti si incontrano tre distinti e ben definiti intervalli temporali: Barremiano-Aptiano (da 120 a 110 milioni di anni fa), Cenomiano-Turoniano (da 97 a 90 milioni di anni fa), e Coniaciano-Santoniano (86 a 83 milioni di anni fa) in cui si ritrovano sedimenti neri e bituminosi ricchi di materia organica chiamati black shale. Secondo recenti ricerche (Jenkyns 1980) questi intervalli individuano degli eventi durante i quali le acque dei mari erano impoverite di ossigeno con un conseguente arricchimento nella deposizione di materia organica; questi eventi sarebbero anche in relazione con i grandi eventi di trasgressione marina (vedi variazioni eustatiche). Un innalzamento del mare infatti provocherebbe l'invasione delle pianure da parte dell'acqua e quindi un aumento di materiale organico disponibile, e la conseguente consuzione batterica favorirebbe lo sviluppo di acque poco ossigenate. In figura accanto lo sfruttamento di un giacimento di lignite in Germania.



In quest'ottica si capisce che la distribuzione di questo materiale è avvenuta in quei grandi bacini dove l'età delle rocce è molto antica e che adesso sono emersi, come in Australia o come in Antartide che un tempo doveva essere molto ricca di vegetali e animali e che ora si ritrovano in depositi di carbone o petrolio. In Italia si trovano solo modesti giacimenti di lignite e apparentemente la causa va ricercata nella giovane età delle nostre rocce e delle continue sollecitazioni tettoniche che avvengono nella zona mediterranea, essendo posta tra la zolla Euroasiatica e quella Africana (vedi tettonica delle placche).
Come abbiamo visto per il petrolio, anche il carbone è una fonte di energia non rinnovabile, ma i depositi di questo materiale sono molto superiori a quelli di petrolio e si stima che fino ad ora si sia sfruttato solo il 10% delle scorte iniziali. Nello schema sopra un profilo attraverso il margine Atlantico degli Stati Uniti, le linee verticali indicano dei pozzi di esplorazione (Bosellini, Rocce e Successioni Sedimentarie, Ed. UTET). Sotto un enorme giacimento di carbone in Antartide, di circa 250 milioni di anni.




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