In quest'ottica si capisce che la distribuzione di questo materiale è avvenuta in quei grandi bacini dove l'età delle rocce è molto antica e che adesso sono emersi, come in Australia o come in Antartide che un tempo doveva essere molto ricca di vegetali e animali e che ora si ritrovano in depositi di carbone o petrolio.
In Italia si trovano solo modesti giacimenti di lignite e apparentemente la causa va ricercata nella giovane età delle nostre rocce e delle continue sollecitazioni tettoniche che avvengono nella zona mediterranea, essendo posta tra la zolla Euroasiatica e quella Africana (vedi tettonica delle placche).
Come abbiamo visto per il petrolio, anche il carbone è una fonte di energia non rinnovabile, ma i depositi di questo materiale sono molto superiori a quelli di petrolio e si stima che fino ad ora si sia sfruttato solo il 10% delle scorte iniziali. Nello schema sopra un profilo attraverso il margine Atlantico degli Stati Uniti, le linee verticali indicano dei pozzi di esplorazione (Bosellini, Rocce e Successioni Sedimentarie, Ed. UTET). Sotto un enorme giacimento di carbone in Antartide, di circa 250 milioni di anni.
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