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Se possiamo trascurare la temperatura nella solubilità di calcite e dolomite, non possiamo fare altrettanto per la solubilità della CO2 nell'acqua; questa infatti diminuisce notevolmente con l'aumentare della temperatura e questo fa sì che le acque fredde siano di fatto più aggressive nei confronti del calcare rispetto a quelle calde, anche se la minor velocità con cui questa reazione avviene attenua in parte questo effetto.
Nella pratica le acque di provenienza meteorica, arricchite di CO2, hanno poteri corrosivi non molto diversi sia in climi freddi che in climi caldi, tanto che il contenuto in carbonati (quello discolto e trasportato dalle acque in soluzione) delle sorgenti carsiche è sostanzialmente analogo sia all'equatore che alle alte latitudini. Il maggior sviluppo dei fenomeni carsici che si riscontra nei paesi tropicali è dunque dovuto alla maggiore quantità di precipitazioni, non tanto al maggior potere corrosivo delle acque.
Oltre all'acido carbonico, le acque che danno origine al carsismo contengono spesso altri acidi in soluzione che possono essere di origine organica, oppure da emanazioni vulcaniche (come l'acido solfidrico H2S), ma il principale rimane quello carbonico.
Accanto il grafico di saturazione del carbonato di calcio a diverse temperature; notare che il punto C sta al di sotto della curva di saturazione. Sotto la precipitazione del carbonato di calcio di una stalattite.
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