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Il legame ionico, sebbene abbia sempre una componente di sovrapposizione degli orbitali e quindi una componente di legame covalente, è di natura elettrostatica in quanto innescato principalmente dalla diversità di carica che può esistere fra due atomi di elementi diversi. Questa forza di attrazione è detta elettronegatività dell'elemento e più questa é forte, più gli elettroni di legame forniti dall'elemento meno elettronegativo saranno posti nella vicinanza del nucleo dell'atomo più elettronegativo, fino ad arrivare al punto che l'atomo più elettronegativo acquista di fatto un elettrone e diventa uno ione negativo e quello che lo ha ceduto diventa uno ione positivo. Un esempio di legame ionico è il sale da cucina NaCl dove la componente covalente è molto ridotta. Il legame ionico è molto meno forte di quello puramente covalente e infatti i solidi che hanno legami ionici alla base della loro struttura sono piuttosto fragili. Possiamo avere dei casi intermedi dove l'elettronegatività non è tale da creare veri e propri ioni ma è sufficiente a spostare in modo deciso gli orbitali verso un atomo; tale legame è detto covalente polare come accade in HCl, in H20, PCl5 e anche nelle maggior parte degli idrocarburi, come CH3-CH3.

Accanto la variazione di distribuzione della carica al variare dell'elettronegatività.


Il legame metallico è un tipo di legame molto particolare. In due parole si potrebbe definirlo come una estensione del legame covalente. Infatti gli atomi che formano i metalli tendeno a formare un unico gigantesco unico orbitale di legame generale dove gli elettroni di legame non hanno più un atomo in particolare cui fare riferimento, ma si muovono da un atomo all'altro, essendo quindi in grado di creare di volta in volta un legame tra atomi diversi anche se solo per un piccolissima frazione di secondo. La grande resistenza dei metalli si spiega proprio nella enorme quantità di elettroni che contribuiscono a legare fra loro gli atomi: è come immaginare cento persone che fanno a turno a reggere un palo diciamo 20 alla volta e si danno il cambio in continuazione: non c'è un legame fisso ma tuttavia il palo rimane sempre in piedi. La caratteristica di avere gli elettroni esterni estremamente liberi di muoversi da atomo ad atomo spiega anche le loro proprietà di trasmettere la corrente elettrica, come il rame di cui sono fatti i fili elettrici, meglio ancora fa il platino, ma sarebbe un po' costoso….(vedi fulmini)
Accanto la struttura cubica a corpo centrato e cubica tipica dei metalli.


I legami deboli (ad idrogeno e di Van der Waals), riguarda i legami fra molecole già precostituite ed è di natura puramente elettrostatica. Proprio come avviene fra una calamita e un pezzo di ferro, due molecole in cui sia presente una spinta distribuzione delle cariche (vedi quanto detto in precedenza sul legame covalente polare), come ad esempio la molecola dell'acqua H2O,tenderanno ad avvicinarsi come piccoli magneti l'una all'altra. Si intuisce la fragilità di questo tipo di legame.
Abbiamo visto quindi come da un singolo atomo si possono creare tantissimi aggregati di atomi dette molecole. Ma la struttura molecolare, e anche la sua forma, è influenzata dal tipo di legame che si è instaurato tra i singoli atomi della molecola che a sua volta influenza la struttura e geometria tra le molecole stesse e quindi di tutto il reticolo cristallino. Quindi in conclusione la tipologia di legame che lega gli atomi è alla base della futura struttura e forma che troviamo nei metalli e nei minerali.



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