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Naturalmente più le coste sono formate da rocce poco coerenti e maggiore sarà l'effetto erosivo del mare che quindi risulta essere un agente erosivo molto selettivo e il risultato è spesso la formazione di grotte, archi naturali, di una ripa di erosione o falesia (come quelle della Manica, Inghilterra) e di una piattaforma di erosione (in California ve ne sono alcune larghe 500 metri con una inclinazione di soli 2°). La naturale evoluzione di una falesia è appunto il retrocedere di questa poiché, con la continua azione del moto ondoso, si formeranno degli intagli orizzontali in corrispondenza del livello medio delle acque, detti solchi di battente (soprattutto nelle rocce carbonatiche), che diventeranno via via più profondi fino a quando la massa di roccia soprastante, non avendo più appoggio, crollerà sulla piattaforma d'erosione e i rimanenti detriti verranno portati via dall'azione del mare. Con il procedere di questa azione e il conseguente arretramento si può arrivare alla formazione di una falesia morta, cioè la piattaforma d'abrasione è talmente sviluppata che frena e rallenta le onde proteggendo in tal modo la falesia da altri attacchi e facendo così cessare l'arretramento. Accanto la foto di un tombolo che unisce un isola alla terra ferma (Massachusetts, Stati Uniti).


La rifrazione delle onde è un'altra caratteristica molto importante poiché, tendendo le onde a propagarsi parallelamente alla costa l'azione erosiva si concentra contro i lati e le estremità dei promontori e risulta molto meno intensa all'interno delle baie; questa caratteristica fa si che le coste tendono a regolarizzarsi nel senso che l'erosione marina tende a smussare le sporgenze che si protendono in mare e a trasformare le linee di costa irregolari in linee di costa rettilinee.
Comunque nonostante il fenomeno della rifrazione molte onde raggiungono le baie e le spiagge spesso con un certo angolo, di conseguenza il flutto montante di ciascun frangente si muove obliquamente rispetto alla costa, mentre la risacca (l'acqua che rifluisce dalla terra verso il mare) si muove sempre lungo la direzione di massima pendenza e quindi perpendicolarmente alla costa. L'effetto complessivo di questo movimento è che le particelle di sedimento che costituiscono la spiaggia subiscono un movimento a zig zag, chiamato movimento a dente di sega, e danno luogo al cosidetto trasporto litoraneo. Accanto e sotto l'evoluzione della linea di costa.




   


 
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