In molti di questi casi le dune possiedono una certa mobilità poiché la sabbia viene continuamente trasportata dal fronte della duna (il lato sopra vento) e depositata dietro (il lato sotto vento) e così la cresta della duna avanza lentamente in avanti nella direzione del vento senza cambiare sensibilmente la sua forma.
Il loess (termine tedesco) è un'altra tipologia di accumulo eolico; è un materiale molto fine (i granuli hanno un diametro compreso tra 0,001 e 0,05 mm, infatti è scarsa la frazione sabbiosa e quella argillosa, e la loro forma è angolosa) trasportato in sospensione dal vento anche a notevoli distanze e generalmente si depone in ambienti di steppa e prateria poiché le piante erbacee, che crescono in questi ambienti, trattengono le particelle al suolo ed evitano la loro rimobilizazione; oggi i loess coprono circa il 10% delle terre emerse, tipici sono i loess nella Cina che deriverebbero dai deserti dell'Asia centrale ed hanno uno spessore superiore ai 100 metri nel bacino del Huang-Ho (in alcune zone si può considerare un processo tuttora in attuazione). Anche in Europa e in America settentrionale si ritrovano questo genere di depositi con spessori minori, deposti durante le fasi fredde del Pleistocene in aree di steppe e tundra. In figura accanto una parete verticale di loess nell'Illinois, Stati Uniti. Sotto, da sinistra, l'avanzamento di dune che ha costretto alla costruzione di un nuovo tratto di strada, un campo di dune barcane nel Sahara, e in fine dele dune barcane che hanno invaso le zone coltivate in Egitto.
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