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Un modo per studiare un corso d'acqua è quello di prendere in considerazione il suo profilo, ossia una sezione verticale di tutto il fiume dalla sorgente alla foce; questa mostra che il gradiente diminuisce dalla sorgente verso la foce, e da misurazioni in posto si vede che la portata invece aumenta verso la foce; ed è anche logico visto che lungo il percorso il fiume raccoglie sempre più acqua dal bacino idrografico, quindi anche l'alveo e la velocità dovranno cambiare in relazione alle variazioni di quantità di acqua. Un altro fattore molto importante è il cosiddetto livello di base, ossia il livello più basso al quale un fiume più arrivare ad erodere il suo alveo; in questo caso il livello di base assoluto, detto terminale, è il livello del mare poiché al disotto di tale livello il fiume non c'è più.




Esistono anche dei livelli detti temporanei o locali, come laghi, bacini artificiali, rocce più resistenti che danno vita a delle cascate, corsi d'acqua principali che fanno da livello di base per l'affluente. Quindi qualsiasi modifica della quota del livello di base implica un aggiustamento dell'attività del corso d'acqua che tenderà ad erodere il suo alveo se il livello di base scende, mentre tenderà ad sedimentare se il livello sale. In questi casi si nota anche il processo di erosione regressiva che succede quando il livello di base scende, allora il fiume tende ad erodere nelle immediate vicinanze della foce per poi retrocedere verso la sorgente. Negli schemi sopra e sotto si nota i diversi profili: nel caso 1 si ha un lago che se scompare (per motivi tettonici ad esempio, schema 2) eliminerà il livello di base locale e il fiume tenderà a modificare il suo profilo per ristabilire il suo equilibrio; se successivamente si crea nuovamente un livello di base locale (con una diga ad esempio, schema 3),il fiume tenderà a cercare il nuovo equilibrio con un nuovo profilo.

Quindi come vediamo l'azione dell'acqua nei fiumi si può riassumere in erosione, trasporto e sedimentazione di materiale; normalmente l'azione erosiva si manifesta a monte dove la velocità delle acque e soprattutto le piene stagionali possono trasportare anche notevoli quantità di materiale, anche grezzo. Il trasporto avviene nella parte mediana del fiume e avviene essenzialmente come carico disciolto, carico sospeso, e carico di fondo, (vedi il trasporto sedimentario), mentre la deposizione avviene verso la foce del fiume e poi successivamente in mare dove, se le correnti lo permettono si formano degli enormi delta, come quello del Nilo o del Mississipi, e del Po. Ma se le correnti marine trasportano via il materiale prima che si depositi allora avremo degli estuari. Possiamo anche avere delle conoidi alluvionali, cioè strutture simili al delta ma che si formano sulla terra emersa quando i corsi d'acqua arrivano in pianura dai monti e la loro velocità diminuisce bruscamente, depositando tutto il materiale che trasportavano. Nella carta accanto la costruzione schematica del delta del Po: linea rosa intorno al 100 a.C.; linea nera intorno al 500; linea rossa intorno al 1200; linea grigia nel 1600; linea verde nel 1750; da Scienze della Terra, Tarbuk, Ed. Principato. Sotto una conoide alluvionale, Valle della Morte, California.




 
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