Per effettuare le misure in mare si cala un carotiere che si infissa nei sedimenti del fondo e ne registra la temperatura; in genere il flusso di calore diminuisce con l'aumentare dell'età del fondo oceanico, cioè via via che ci si allontana dalla dorsale (vedi magnetismo) dove si registrano flussi intorno ai 2 HFU. Nelle fosse oceaniche al contrario si registrano valori inferiori ad 1 HFU. Nei pressi delle dorsali prende molta importanza il processo di convezione delle acque. Infatti l'acqua del mare che riesce a penetrare in profondità nella crosta oceanica (anche fino a 10 Km), facilitata dal fatto che in genere questa risulta essere molto fratturata a causa della vicina dorsale, si riscalda notevolmente e quindi tende a risalire attraverso la crosta e tornare sul fondo oceanico come acqua termale ricca in minerali in soluzione dando così vita ad una specie di cella convettiva all'interno della crosta oceanica. I fondi oceanici come abbiamo visto sono costituiti prevalentemente da magmi tholeiitici (vedi serie magmatiche) e quindi relativamente poveri in elementi radioattivi. Gli atomi degli elementi radioattivi tendono infatti a concentrarsi nelle rocce granitiche, e quindi nella crosta continentale; per questo ci si dovrebbe aspettare un flusso di calore sensibilmente minore, ma come si è visto non è così in quanto la crosta oceanica è di spessore notevolmente inferiore rispetto a quella continentale. Accanto due grafici che mettono in relazione il flusso, la distanza dalla dorsale e l'età del fondo oceanico.
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