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Per effettuare le misure in mare si cala un carotiere che si infissa nei sedimenti del fondo e ne registra la temperatura; in genere il flusso di calore diminuisce con l'aumentare dell'età del fondo oceanico, cioè via via che ci si allontana dalla dorsale (vedi magnetismo) dove si registrano flussi intorno ai 2 HFU. Nelle fosse oceaniche al contrario si registrano valori inferiori ad 1 HFU. Nei pressi delle dorsali prende molta importanza il processo di convezione delle acque. Infatti l'acqua del mare che riesce a penetrare in profondità nella crosta oceanica (anche fino a 10 Km), facilitata dal fatto che in genere questa risulta essere molto fratturata a causa della vicina dorsale, si riscalda notevolmente e quindi tende a risalire attraverso la crosta e tornare sul fondo oceanico come acqua termale ricca in minerali in soluzione dando così vita ad una specie di cella convettiva all'interno della crosta oceanica.
I fondi oceanici come abbiamo visto sono costituiti prevalentemente da magmi tholeiitici (vedi serie magmatiche) e quindi relativamente poveri in elementi radioattivi. Gli atomi degli elementi radioattivi tendono infatti a concentrarsi nelle rocce granitiche, e quindi nella crosta continentale; per questo ci si dovrebbe aspettare un flusso di calore sensibilmente minore, ma come si è visto non è così in quanto la crosta oceanica è di spessore notevolmente inferiore rispetto a quella continentale. Accanto due grafici che mettono in relazione il flusso, la distanza dalla dorsale e l'età del fondo oceanico.





Il calore non proviene esclusivamente dalla crosta (è stato calcolato che questa è responsabile del 30-35% dell'intero flusso), ma soprattutto dal mantello, che pur avendo una concentrazione minore di elementi radioattivi, ha una massa notevolmente maggiore della crosta (vedi interno della terra).
È stato ipotizzato anche che la compressione adiabatica del materiali costituenti il mantello (cioè una compressione senza scambio di calore) sia una ulteriore fonte del calore interno della Terra. Sopra due modelli di circolazione termoconvettiva dell'acqua nei fondali oceanici e l'andamento delle isoterme (punti di uguale temperatura) durante la costruzione del traforo ferroviario del Sempione (D'Amico, Magmatismo e metamorfismo, Ed. UTET). Qui sotto uno schema dei moti convettivi all'interno del mantello.





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