Ma vediamo adesso come questi movimenti e scorrimenti possono influenzare l'aspetto e la morfologia di quei luoghi: il ghiaccio nel suo movimento erode (questo processo è indicato con il nome di esarazione) e incide le rocce del basamento come fanno i fiumi, che erodono l'alveo in cui fluiscono e trasportano verso valle i detriti. Si possono distinguere vari stadi come la rimozione, cioè il ghiaccio ingloba nella sua massa detriti già disgregati presenti sul posto e li trascina con se, o l'abrasione provocata dallo sfregamento della massa ghiacciata e soprattutto dai detriti inglobati nella massa ghiacciata sul fondo roccioso, infatti si possono notare delle superfici levigate e arrotondate (liscioni glaciali e rocce montonate), strie e scanalature dirette secondo la direzione del flusso del ghiaccio; possiamo anche avere lo sradicamento di interi blocchi di roccia (quarrying) dal fondo e dai fianchi del ghiacciaio, ma tutto questo fa ritenere che l'erosione glaciale dipenda fortemente dalla natura e condizioni strutturali delle rocce su cui si muove, quindi i ghiacciai sono un'importante agente di erosione selettiva. Nella foto accanto il Cervino (Alpi Pennine), da notare come le pareti sono state modellate dall'erosione glaciale, sotto uno schema con la formazione del lago di Garda (la lingua glaciale si è ritirata circa 30.000 anni fa).
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