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Ma vediamo adesso come questi movimenti e scorrimenti possono influenzare l'aspetto e la morfologia di quei luoghi: il ghiaccio nel suo movimento erode (questo processo è indicato con il nome di esarazione) e incide le rocce del basamento come fanno i fiumi, che erodono l'alveo in cui fluiscono e trasportano verso valle i detriti. Si possono distinguere vari stadi come la rimozione, cioè il ghiaccio ingloba nella sua massa detriti già disgregati presenti sul posto e li trascina con se, o l'abrasione provocata dallo sfregamento della massa ghiacciata e soprattutto dai detriti inglobati nella massa ghiacciata sul fondo roccioso, infatti si possono notare delle superfici levigate e arrotondate (liscioni glaciali e rocce montonate), strie e scanalature dirette secondo la direzione del flusso del ghiaccio; possiamo anche avere lo sradicamento di interi blocchi di roccia (quarrying) dal fondo e dai fianchi del ghiacciaio, ma tutto questo fa ritenere che l'erosione glaciale dipenda fortemente dalla natura e condizioni strutturali delle rocce su cui si muove, quindi i ghiacciai sono un'importante agente di erosione selettiva. Nella foto accanto il Cervino (Alpi Pennine), da notare come le pareti sono state modellate dall'erosione glaciale, sotto uno schema con la formazione del lago di Garda (la lingua glaciale si è ritirata circa 30.000 anni fa).


Il complesso dei materiali rocciosi trasportati, o lasciati sul posto dopo la fusione del ghiaccio, sono dette morene e possono trovarsi alla base del ghiaccio stesso (morene di fondo) ed hanno un effetto livellatore poiché colmano le zone depresse, oppure i detriti possono essere trasportati a margini e formare le morene laterali che sono delle vere e proprie strisce di detriti oppure, alla confluenza di due lingue glaciali, l'unione di due morene laterali darà vita ad una morena mediana. Quando un ghiacciaio si ritira (ad esempio in estate) lascia sul posto delle costruzioni moreniche che non sono altro che piccole colline e rilievi a morfologia complessa e irregolare costituiti da elementi eterogenei da un punto di vista granulometrico e privi di qualsiasi forma di stratificazione. Si possono distinguere in morene frontali di forma tipicamente convessa (tipo anfiteatro) che segnano il limite massimo di espansione glaciale (alcuni esempi si possono trovare in pianura padana come quello di Rivoli Torinese formato dal ghiacciaio che percorreva la Val Susa durante il Quaternario, o lo stesso Lago di Garda). Sotto una foto del settore della Groenlandia con le tipiche rocce.






 
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