| L'ISOSTASIA |
Come abbiamo già visto più volte in altre sezioni si è detto che la crosta continentale, ma anche quella oceanica e quindi tutta la litosfera in genere, galleggiano sul mantello che in realtà non è un substrato compatto e rigido ma anzi risulta avere un comportamento plastico che permette un certo movimento al di sopra di essa (vedi tettonica delle placche e flusso di calore). Quindi dovrà esistere una sorta di equilibrio tra il mantello e la crosta, altrimenti quest'ultima affonderebbe. |
Ma già in precedenza due studiosi (Pratt e Airy nel 1855) hanno cercato di trovare delle formule che spiegassero il comportamento delle masse rocciose che costituiscono la crosta, al di sopra del mantello. Se scomponiamo una determinata porzione di crosta in varie parti, in particolare in "prismi", questi avranno delle densità variabili, poiché si è visto che la crosta terrestre, ma tutta la terra in generale non è omogenea, cioè non è tutta uguale, quindi alcune parti possono essere più pesanti di altre (vedi l'interno della Terra) e questi avranno di conseguenza un comportamento diverso nei confronti del mantello. Secondo l'ipotesi di Pratt esiste un livello di base, alla stessa profondità, sul quale poggiano tutti questi prismi e le variazioni di densità dei prismi si traducono in una differente elevazione sulla superficie; quindi i prismi più densi saranno quelli più depressi, mentre quelli più leggeri saranno quelli che avranno una maggiore elevazione sulla superficie. Quindi per Pratt deve essere costante il prodotto delle singole densità per la relative altezze dei prismi; infatti crescendo la densità deve diminuire l'altezza per mantenere costante il prodotto. |
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Per Airy invece la densità della crosta è molto bassa e per lo più costante e la profondità alla quale questi prismi poggiano sul mantello dipende dallo spessore della crosta in quel punto, cioè dall'altezza del prisma di crosta che si considera; in pratica il concetto è molto simile all'equilibrio che instaura il ghiaccio con l'acqua: sappiamo infatti che il ghiaccio ha una densità minore dell'acqua e quindi vi galleggia sopra, quindi se prendiamo ad esempio un iceberg sappiamo che questo galleggia ma non tutta la sua massa è al di sopra della superficie dell'acqua, anzi la maggior parte di questa si trova al di sotto (solo 11% circa della massa emerge dall'acqua il rimanente 89% è sommerso), quindi se un iceberg sporge sulla superficie di più di un altro vuole anche dire che questo possiede anche una massa maggiore che è sott'acqua, in parole povere quelli che più si innalzano dal mare sono anche quelli che più vi affondano. Accanto due schemi semplificati delle ipotesi di Pratt e Airy. |
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