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Secondo questa ipotesi allora un prisma di terra più si innalza e più deve affondare nel mantello, e l'affondamento è tanto minore quanto maggiore è la differenza tra la densità del substrato (il mantello) e la parte soprastante (il prisma di crosta); questa proprietà è naturalmente comune a tutti i corpi galleggianti e chiarisce perchè un iceberg esce dall'acqua solo per 11% della sua massa perché la densità del ghiaccio è molto simile a quella dell'acqua. |
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Questi squilibri possono essere generati da fenomeni connessi con i grandi movimenti delle placche, o attraverso la periodica copertura di masse glaciali, come i passaggi da ere glaciali a ere interglaciali (vedi le variazioni eustatiche), con il conseguente cambiamento di peso al di sopra di determinate zone, o anche grazie a fenomeni connessi con erosione e denudamento tettonico; infatti questo tende a spostare i sedimenti dalle parti più alte e a deporli in quelle più basse (vedi il trasporto sedimentario) e di conseguenza le parti erose tenderanno a risalire poiché il loro peso è diminuito (come per la catena Himalaiana che si sta alzando, ma non è chiaro se questo è dovuto all'isostasia o al fatto che la placca Indiana sta costantemente spingendo verso quella Asiatica, vedi la tettonica delle placche), mentre quelle parti dove si ha accumulo dei sedimenti aumentano la loro massa e tenderanno quindi a sprofondare (vedi le variazioni eustatiche). Accanto la carta mostrante le velocità di innalzamento della penisola Scandinava; sotto la copertura dei ghiacci nell'era glaciale Wurmiana. Le frecce indicano le direzioni di sviluppo della calotta polare. |
Un esempio molto interessante è quello che coinvolge la penisola Scandinava e la Groenlandia: queste zone sono state più volte coperte, durante le ere glaciali, da vaste calotte di ghiacci con spessore che raggiungevano i 2-3 Km che hanno apportato un peso aggiuntivo e quindi hanno costretto "il prisma" Scandinavo e Groenlandese ad affondare maggiormente nel mantello poiché il suo peso è aumentato (addirittura la superficie topografica della parte centrale della Groenlandia è tanto depressa da trovarsi a quote più basse del livello del mare; si suppone che l'equilibrio si sia raggionto quando l'abbassamento è dell'ordine di 1/3 dello spessore della massa di ghiaccio). Ma cosa succede quando, entrando in un era interglaciale, i ghiacci iniziano a scogliersi ed a ritirarsi? Naturalmente il "prisma" non sarà più in equilibrio e quindi tenderà a ricercarlo sollevandosi. È appunto quello che sta succedendo, in particolare per la Scandinavia, infatti questa si sta alzando con una velocità variabile tra 2 e 9 millimetri all'anno e questo innalzamento è documentato dalla presenza di spiagge marine a varie quote (vedi la morfologia costiera). Si ritiene che per tornare al suo equilibrio isostatico originario la Scandinavia dovrà innalzarsi per altri 200 metri. |
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