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Secondo questa ipotesi allora un prisma di terra più si innalza e più deve affondare nel mantello, e l'affondamento è tanto minore quanto maggiore è la differenza tra la densità del substrato (il mantello) e la parte soprastante (il prisma di crosta); questa proprietà è naturalmente comune a tutti i corpi galleggianti e chiarisce perchè un iceberg esce dall'acqua solo per 11% della sua massa perché la densità del ghiaccio è molto simile a quella dell'acqua.
Ancora non è chiaro quali dei due modelli è quello che si ritrova nella realtà e quindi non possiamo escludere nessuna delle due possibilità considerando anche che non solo i prismi hanno altezze diverse ma anche che la densità può variare all'interno di uno stesso prisma, ma sembra che la teoria di Airy giustifichi meglio le condizioni che troviamo in natura.
Con i modelli di Pratt e Airy si possono fare dei calcoli teorici per stabilire se una certa zona è in equilibrio sul suo substrato o è soggetta ad innalzamenti o abbassamenti; infatti la Terra non è mai in perfetto equilibrio e vi sono sempre delle modificazioni che possono rompere l'equilibrio raggiunto in milioni di anni. Accanto una possibile evoluzione dell'equilibrio idrostatico. Sotto la carta mostrante la velocità di innalzamento del Canada settentrionale (J.T. Andrews, Canadian Journal of Earth Sciences, 1970).


Questi squilibri possono essere generati da fenomeni connessi con i grandi movimenti delle placche, o attraverso la periodica copertura di masse glaciali, come i passaggi da ere glaciali a ere interglaciali (vedi le variazioni eustatiche), con il conseguente cambiamento di peso al di sopra di determinate zone, o anche grazie a fenomeni connessi con erosione e denudamento tettonico; infatti questo tende a spostare i sedimenti dalle parti più alte e a deporli in quelle più basse (vedi il trasporto sedimentario) e di conseguenza le parti erose tenderanno a risalire poiché il loro peso è diminuito (come per la catena Himalaiana che si sta alzando, ma non è chiaro se questo è dovuto all'isostasia o al fatto che la placca Indiana sta costantemente spingendo verso quella Asiatica, vedi la tettonica delle placche), mentre quelle parti dove si ha accumulo dei sedimenti aumentano la loro massa e tenderanno quindi a sprofondare (vedi le variazioni eustatiche). Accanto la carta mostrante le velocità di innalzamento della penisola Scandinava; sotto la copertura dei ghiacci nell'era glaciale Wurmiana. Le frecce indicano le direzioni di sviluppo della calotta polare.


Un esempio molto interessante è quello che coinvolge la penisola Scandinava e la Groenlandia: queste zone sono state più volte coperte, durante le ere glaciali, da vaste calotte di ghiacci con spessore che raggiungevano i 2-3 Km che hanno apportato un peso aggiuntivo e quindi hanno costretto "il prisma" Scandinavo e Groenlandese ad affondare maggiormente nel mantello poiché il suo peso è aumentato (addirittura la superficie topografica della parte centrale della Groenlandia è tanto depressa da trovarsi a quote più basse del livello del mare; si suppone che l'equilibrio si sia raggionto quando l'abbassamento è dell'ordine di 1/3 dello spessore della massa di ghiaccio). Ma cosa succede quando, entrando in un era interglaciale, i ghiacci iniziano a scogliersi ed a ritirarsi? Naturalmente il "prisma" non sarà più in equilibrio e quindi tenderà a ricercarlo sollevandosi. È appunto quello che sta succedendo, in particolare per la Scandinavia, infatti questa si sta alzando con una velocità variabile tra 2 e 9 millimetri all'anno e questo innalzamento è documentato dalla presenza di spiagge marine a varie quote (vedi la morfologia costiera). Si ritiene che per tornare al suo equilibrio isostatico originario la Scandinavia dovrà innalzarsi per altri 200 metri.
Questo innalzamento è tuttora in atto anche se la calotta dei ghiacci si è ritirata da vari millenni e questo è dovuto all'alta viscosità del mantello che ha un comportamento plastico ma durante intervalli di tempo molto lunghi (migliaia di anni).




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Dimostrazione dell'isostasia (necessario shockwave)


 
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