È stato notato che studiando una serie di strati di lava (lave terziarie e pleistoceniche dell'Islanda), con il più vecchio posto alla base, che il c.m.t. ha avuto una serie di inversioni dei Poli magnetici; queste inversioni sono state notate anche in lunghe "carote" di sedimenti oceanici aventi un magnetismo detritico residuo.
Si è potuto quindi stabilire una "scala cronologica della polarità geomagnetica", detta anche scala dei tempi geomagnetici, con "eventi" di inversione di polarità ogni 10.000 - 100.000 anni, e "epoche" di polarità dell'ordine di 100.000 - 1.000.000 di anni.
Eseguendo rilievi magnetici dei fondali oceanici ci si accorse dell'esistenza, su entrambi i lati delle dorsali oceaniche, di anomalie dell'intensità totale del c.m.t., alternativamente positive e negative, e simmetriche rispetto alla dorsale; questo accade poiché dalle dorsali si forma continuamente nuova crosta oceanica accompagnata dal progressivo allontanamento di quella già formata dall'asse della dorsale . Quindi la lava che solidifica registra le inversioni del c.m.t. e si formano così delle fasce di fondale (larghe da 5 a 50 Km), simmetriche al punto di origine, che conservano proprietà magnetiche opposte. La carta delle anomalie magnetiche dei fondi oceanici è allora una carta della distribuzione della magnetizzazione, normale o inversa, delle rocce costituenti il fondo stesso.
Questo ci porta ad una prima conclusione importante nel quadro evolutivo della Terra: nuova crosta oceanica si forma in continuazione dalle dorsali oceaniche, ma la Terra non è in espansione quindi da qualche parte la crosta in eccesso dovrà scomparire (appunto nei margini convergenti e nelle zone di subduzione, vedi la tettonica delle placche). In figura accanto lo sviluppo delle inversioni magnetiche in relazione alla dorsale oceanica.
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