La trasformazione della sostanza organica in petrolio è una conseguenza della subsidenza (vedi isostasia)attraverso la quale i sedimenti carichi di sostanza organica, subiscono uno sprofondamento verso condizioni di temperature e pressioni crescenti. Condizioni che già a circa 1 Km di profondità e ad una temperatura di almeno 60 C° avviano il processo di diagenesi attraverso il quale i sedimenti diventano roccia e in questo caso roccia madre. Il processo di sprofondamento può anche continuare passando alla catagenesi, continuando nella metagenesi e fino ad arrivare ad un vero e proprio metamorfismo per profondità superiori ai 6-7 Km e temperature di oltre 200°.
Durante la diagenesi il sedimento e la materia organica, prevalentemente composta da lipidi, proteine e carboidrati (con lignine e tannini per i vegetali), subiscono una compattazione a causa dalla pressione ed un aumento di temperatura che favorisce i batteri presenti nel terreno a "fermentare" la sostanza organica producendo CO2 (anidride carbonica) e CH4 (metano); quest'ultimo a volte può formare i famosi gas di palude, detto metano biogenico. Al termine della diagenesi la sostanza organica è in parte ossidata, in parte riciclata dai microrganismi, in parte è stata fermentata e ha formato il metano biogenico e in parte infine si è trasformata in Kerogene, geopolimero complesso progenitore del petrolio. Tra i prodotti finali della diagenesi si può trovare anche il carbone che è formato da materiale vegetale come le torbe e le ligniti che hanno però un basso tenore calorifico. Con l'incremento della temperatura si passa alla fase di catagenesi dove il kerogene passa allo stato amorfo in macromolecole formate principalmente da carbonio ed idrogeno, con una piccola percentuale di ossigeno, zolfo e azoto. Aumenta ancora la temperatura e il kerogene continua a trasformarsi eliminando dalla macromolecola le molecole più leggere, e relativamente ricche di O e H, assumendo una struttura via via più ordinata e stabile.
Nella figura sotto due esempi di strutture di Kerogene; come si vede in quella più evoluta le molecole sono più piccole e con un numero minore di eteroatomi (Pieri, Petrolio Ed. Zanichelli).
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