Ma la stratigrafia e la geologia complessa di questo settore degli Appennini non era ancora stata pienamente studiata ed erano ancora irrisolte numerose problematiche, la ricerca petrolifera quindi, concentrata sull'Appennino Emiliano, nell'area dove affiorano le Argille Scagliose (Liguridi), non fece grossi progressi e i modesti incrementi della produttivitą furono ottenuti con il miglioramento della tecnica estrattiva piuttosto che con l'individuazione e sfruttamento di nuovi giacimenti. Infatti si registra un incremento nelle tonnellate di olio estratte che passano dalle 1000 tonnellate nel 1891, alle 10.000 nel 1911 e 20.000 nel '31. La prima importante svolta concettuale della situazione geologica strutturale si ebbe con Cesare Porro, anche se le tecniche di esplorazione non permettevano un riscontro oggettivo delle sue teorie. Infatti ipotizzava che le Argille Scagliose potevano essere la "roccia madre" ma non avevano la permeabilitą necessaria per costituire un buon reservoir (vedi il petrolio) dal quale poter estrarre il petrolio.
Accanto la produzione Italiana di petrolio da 1944 al 1984 in Tep (tonnellate equivalenti di petrolio), sotto il giacimento di Narciso con relativa sezione sismica (Pieri, Petrolio Ed. Zanichelli).
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