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La ricerca si spinse fino agli Appennini centro meridionali (fu effettuata l'esplorazione della successione mesozoica triassica della zona umbro marchigiana, con l'effettuazione di diversi pozzi esplorativi sulle anticlinali rilevate in superficie) e nell'Adriatico dove si stanno ottenendo degli ottimi risultati come dimostra la scoperta di un giacimento contenente circa 27 miliardi di metri cubi di gas naturale e si prevede lo sviluppo di 15 campi petroliferi. Il miglioramento delle conoscenze sulla struttura dell'Appennino meridionale ha portato nel corso degli anni 70 ad una ripresa dell'interesse per la ricerca nell'area dove sono stati individuate numerose strutture interessanti. I giacimenti finora scoperti (Castelpagano, Benevento, Costa Molina, Caldarosa) contengono olii in reservoir carbonatici mesozoici. Caso a sč č l'importante giacimento di Luna nell'offshore ionico al largo di Crotone che contiene gas di origine termogenica profonda che si č accumulato nelle arenarie e conglomerati del miocene medio. In figura accanto una delle piattaforme del giacimento gassifero di Porto Corsini, nell'Adriatico, sotto la nave piattaforma "Agip Firenze" nel Canale d'Otranto.


Nel 1953 la scoperta del giacimento di Ragusa, che aveva 20 milioni di tonnellate di petrolio di riserve originarie, aprirono la strada all'esplorazione della Sicilia in particolare di quella sud orientale.
Infatti i giacimenti di petrolio pił importanti si trovano in Sicilia e nel suo immediato offshore come il giacimento di Ragusa (olio a 19.4 API, con reservoir nelle dolomie triassiche sup. e copertura fornita da una alternanza marnoso carbonatica; l'olio si trova a 1500 metri di profonditą, la trappola č una anticlinale fagliata) o quello di Gela (scoperto 1956, ha caratteristiche simili a quello di Ragusa, l'olio ha 11 API, e si trova a 3500 metri di profonditą); anche quello di Gagliano (scoperto nel 1960 produce gas č di origine termogenica profonda da livelli arenacei a circa 2000 metri di profonditą). Oltre a questi vi sono anche altri giacimenti come nella parte orientale dell'isola come Mila, Cammarata, Perla e Vega (producono olio da dei reservoir nei calcari liassici di piattaforma) o nella parte occidentale come quelli di Nilde, Norma e Narciso che producono anch'essi olio da reservoir carbonatici oligocenici e miocenici in trappole anticlinali.


La ricerca petrolifera stą proseguendo ancora oggi, infatti si sono perforati 39 pozzi nel 1998 e 17 nel 1999 e la produzione petrolifera Italiana si attesta su circa 130.000 barili al giorno, e quella gassifera č di circa 17.5 miliardi di metri cubi. Numerosi giacimenti sono stati individuati come quelli presso l'Aquila, nel canale d'Otranto dove la nave dell'Agip (Agip Firenze) dal Marzo 2000 stą procedendo allo sfruttamento del giacimento che si trova ad 850 metri di profonditą e produce circa 10.000 barili di olio al giorno. Recentemente si stanno sfruttando anche i campi petroliferi in Val d'Agri (Monte Alpi, Monte Enoc, Cerro Falcone) in Basilicata, anche se non sono tutt'ora a pieno regime. Anche in Sicilia sono stati individuati dei giacimenti presso Masseria Vecchia e Pizzo Tamburino; č stata anche avviata la produzione di nuovi giacimenti Adriatici di gas (Bonaccia, Anemone nord e Barbara nord-ovest) che producono attualmente 2 milioni di metri cubi di gas al giorno.



 
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