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Spesso, ma non sempre, le rocce vicino al piano di faglia risultano intensamente fratturate e frantumate (brecce di faglia, clasti angolosi cementati da sostanze minerali) a causa del movimento avvenuto tra i blocchi e si identificano nella zona di faglia. Per discriminare i vari tipi di faglie è necessario studiare le sequenze che si ritrovano su ambo i lati della zona di faglia in modo da poter valutare l'entità del rigetto, poi si passa ad esaminare il piano vero e proprio di scorrimento per individuare quelle strutture che possono indicarci la direzione del movimento, come gradini, striature, scalfiture, cristalli di calcite allineati; studiando queste "impronte" sul piano di faglia si possono anche individuare strie che si incrociano e questo significa che questa faglia si è attivata più volte con movimenti in direzioni diverse. Accanto una breccia di faglia; sotto, da sinistra, una serie di "impronte" sul piano di faglia: scalino, fibre di minerali allungati nella direzione del movimento, strie che danno la direzione del movimento, da notare alcuni clasti intrappolati.



    


Come detto le faglie dirette sono tipiche di zone distensive (dove le placche si allontanano) ed danno vita ad una serie di bacini (graben) allungati in una direzione affiancati ai lati da monti (horst) che corrono paralleli al bacino. Poiché in quella zona la crosta è stata tirata e lo spessore è diminuito, i blocchi sono scivolati verso il basso assottigliandosi. Questo fenomeno si nota bene nel Graben del Reno (Germania) che attraversa quasi tutta l'Europa centrale ed è una valle larga anche 30 Km fiancheggiata dagli horst dei Vosgi e della Foresta Nera, o nella Rift Valley (Africa, vedi le placche). Strutture più modeste si ritrovano anche in Italia come in Toscana (il graben di Firenze, Prato e Pistoia), e in Sardegna (graben di Campidano, tra Oristano e Cagliari). Accanto una sequenza di horst e graben in una zona in distensione, infatti sono tutte faglie dirette.



 
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