Se si aspetta un poco si noterà che questa crosta inizia ad affondare, a causa della maggiore densità, nel metallo sottostante ancora non completamente solido generando di conseguenza uno squilibrio termico che innescherebbe un'altra corrente convettiva; lo stesso succederebbe per le placche che così affonderebbero nel mantello. In realtà è probabile che le correnti di convezione non seguano nessuna delle due teorie quindi si deve ancora comprendere realmente come queste funzionino. Come abbiamo visto la crosta terrestre è formata da una ventina di placche in movimento reciproco, ma cosa succede nei punti di contatto tra le varie placche? Questi punti di contatto, chiamati margini, possono essere di più tipi riassumibili in: margini divergenti, margini convergenti e margini trasformi.
Nel primo caso si tratta di due placche che in realtà si stanno allontanando l'una dall'altra e lasciano uno spazio vuoto che naturalmente viene riempito dal magma del mantello. Questo succede lungo le dorsali oceaniche dove viene creata continuamente nuova crosta oceanica (la "pavimentazione dell'oceano Atlantico è avvenuta negli ultimi 200 milioni di anni; vedi magnetismo terrestre) e le velocità sono mediamente comprese tra 2 e 10 centimetri all'anno. Non tutti i margini divergenti si trovano sui fondali oceanici infatti si presume che il Mar Rosso sia un margine divergente di recente formazione che coinvolgerebbe parte della zolla Africana con la creazione di fosse tettoniche (rift) . Accanto schemi delle classiche zone di subduzione: continente-continente, oceanica-oceanica.
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