Un prisma di accrezione non è altro che una serie di "scaglie", o prismi appunto, di materiale terrigeno, che si erano sedimentati sulla placca oceanica; questo spessore di sedimento in genere non scorre al di sotto della placca, ma si accumula contro il margine continentale durante la subduzione (questa dovrebbe appunto essere la genesi degli Appennini, almeno quelli Settentrionali, formate da scaglie di sedimenti durante la subduzione della placca Sardo-Corsa, la Sardegna per intendersi, al di sotto dell'Italia); un arco vulcanico è formato dall'attività eruttiva che si manifesta nelle immediate vicinanze di una zona di subduzione a causa della differenza termica tra il mantello e la crosta oceanica, ricca di acqua, che vi si immerge e la sua conseguente fusione parziale. Questi archi, se l'attività vulcanica perdura sufficientemente a lungo, possono raggiungere delle notevoli dimensioni come dimostrano la penisola dell'Alaska, il Giappone e le Filippine. La fossa (chiamata anche tranches), è sostanzialmente la linea lungo la quale si ha l'effettivo scorrimento delle placche l'una sotto l'altra. Mediamente raggiungono una profondità di 7-9 km (la fossa delle Marianne raggiunge i 10900 metri circa) e ne sono state distinte 20 di maggiori dimensioni e la loro area è circa il 3% della superficie terrestre. In figura accanto la zona di divergenza nella Rift Valley, sotto lo schema di una subduzione con creazione del prisma di accrezione (notevolmente esagerato). |
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