Lo sfruttamento dei primi giacimenti era legato all'individuazione di manifestazioni petrolifere naturali e nella corretta interpretazione del geologo sull'andamento delle strutture. Ancora oggi si basa principalmente sempre sul lavoro del geologo che deve esaminare la zona e effettuare gli opportuni rilevamenti, ma fortunatamente, con il progresso tecnologico, adesso si sono affiancate al lavoro teorico del geologo strumentazioni che forniscono ottimi indizi e informazioni per una corretta valutazione finale della zona.
Uno dei sistemi di analisi sfruttati è il rilevamento magnetometrico che sfrutta il magnetismo terrestre, e viene generalmente eseguito su regioni piuttosto ampie di territorio. Infatti tutte le variazioni del campo magnetico, dette anomalie magnetiche, che non sono imputabili a cause naturali (vedi magnetismo) o artificiali, ad esempio alcune attività industriali, sono causati da contrasti di suscettività magnetica nelle rocce del sottosuolo. Le rocce che forniscono questi contrasti sono soprattutto quelle magmatiche che generalmente formano il substrato su cui poggiano successivamente quelle sedimentarie; quest'ultime, per questo tipo di analisi, sono completamente trascurabili. In figura accanto un rilevamento magnetometrico, (g unità di misura C.G.S.) da Pieri, Petrolio Ed. Zanichelli.
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