Ricerca e sfruttamento del petrolio


Come abbiamo visto nella scheda precedente, questa è una sostanza che proviene dalla disgregazione e maturazione di sostanze organiche, e questo processo avviene sotto terra a profondità variabili, dipendenti dalla temperatura e pressione (finestra dell'olio), e da vita ai giacimenti petroliferi.
Ma come si sfruttano questi giacimenti e soprattutto come si fa a trovarli?


Lo sfruttamento dei primi giacimenti era legato all'individuazione di manifestazioni petrolifere naturali e nella corretta interpretazione del geologo sull'andamento delle strutture. Ancora oggi si basa principalmente sempre sul lavoro del geologo che deve esaminare la zona e effettuare gli opportuni rilevamenti, ma fortunatamente, con il progresso tecnologico, adesso si sono affiancate al lavoro teorico del geologo strumentazioni che forniscono ottimi indizi e informazioni per una corretta valutazione finale della zona.
Uno dei sistemi di analisi sfruttati è il rilevamento magnetometrico che sfrutta il magnetismo terrestre, e viene generalmente eseguito su regioni piuttosto ampie di territorio. Infatti tutte le variazioni del campo magnetico, dette anomalie magnetiche, che non sono imputabili a cause naturali (vedi magnetismo) o artificiali, ad esempio alcune attività industriali, sono causati da contrasti di suscettività magnetica nelle rocce del sottosuolo. Le rocce che forniscono questi contrasti sono soprattutto quelle magmatiche che generalmente formano il substrato su cui poggiano successivamente quelle sedimentarie; quest'ultime, per questo tipo di analisi, sono completamente trascurabili. In figura accanto un rilevamento magnetometrico, (g unità di misura C.G.S.) da Pieri, Petrolio Ed. Zanichelli.



La forma e l'intensità delle anomalie registrate è influenzata dalla profondità che può così essere stimata con relativa precisione. Quindi con questo strumento si cerca di stimare lo spessore di rocce sedimentarie che si trova nel sottosuolo e quindi la possibilità o meno che in questo punto si sia formato o meno del petrolio e/o la presenza di un giacimento.
Accanto a questa misurazione viene effettuata anche quella gravimetrica che misura le variazioni dell'accellerazione di gravità, ossia le differenze di massa delle rocce nel sottosuolo; il gravimetro è una bilancia a molla estremamente sensibile alla quale è collegata una massa costante, quindi le variazioni di peso misurate sono causate da variazioni nella massa di terra sottostante, in pratica misura la variazione di densità (quindi del peso specifico) delle litologie che si trovano al di sotto del gravimetro stesso, quindi uno strato di basalto (di cui è composto il fondo oceanico) attirerà di più a se il peso del gravimetro che non uno strato di sale perché il suo peso specifico è molto più elevato di quello del sale.

In realtà questa misurazione necessita di numerose correzioni poiché misurando la gravità, è influenzata da molti fattori come la topografia della zona (se c'è una montagna vicina, la massa di roccia di questa influenzerà la misurazione), la latitudine (la terra non è una sfera perfetta, anzi), le maree, la quota a cui si effettua la misurazione e molte altre. Con questo sistema , si cercano quelle anomalie di gravità (dette di Brouger) causate da fatti strutturali di grande portata come le variazioni di spessore della crosta o la presenza di un bacino colmato di rocce sedimentarie, che sono relativamente più leggere; con una opportuna elaborazione delle carte si può anche arrivare a mettere in evidenza delle strutture minori. Nella tabella sopra i valori di densità per alcuni tipi di rocce; sotto la teoria alla base del rilevamento sismico.



 
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