SEGUE...


Oltre ad essere le più veloci queste alternativamente comprimano e rilasciano il terreno nella loro direzione di propagazione proprio come le onde sonore e infatti quando questo genere di onde arrivano in superficie subiscono una rifrazione nell'aria e possono essere trasmesse all'atmosfera sotto forma di onde sonore. Poi abbiamo le onde S cioè secondarie (chiamate anche trasversali) perché sono più lente (infatti arrivano per seconde) e fanno muovere il terreno alternativamente in basso e in alto trasversalmente alla direzione di propagazione e per loro natura non possono viaggiare nei liquidi.
Come abbiamo detto oltre alle onde di volume abbiamo anche quelle di superficie; queste sono anche chiamate lunghe perché viaggiano anche per lunghissime distanze e sono molto simili a quelle che appaiono sull'acqua quando lanciate un sasso; sono questo tipo di onde quelle che causano i danni alle case e alle fondazioni. Questa energia di solito si scarica con una forte scossa principale, per lo più preceduta da piccole scosse premonitorie (dette foreshocks) e seguita da una serie di numerosissime scosse dette repliche. Ma qualche volta i terremoti si possono manifestare direttamente con la scossa principale e naturalmente sono i più pericolosi. Il rilascio dell'energia dovuta a sforzi agenti sulla litosfera (l'involucro rigido che ricopre la terra, vedi interno della terra) può anche avvenire con continuità, cioè i due blocchi sui due lati della faglia possono scorrere delicatamente l'uno accanto all'altro senza scatti bruschi e senza accumulo di energia, quindi senza provocare terremoti importanti.
I terremoti che sono associati a movimento del terreno lungo le faglie sono i più comuni ma vi sono terremoti anche associati ai vulcani (vedi vulcani), e alla loro attività (movimento del magma, sovrapressione dei gas ecc..).In figura una rappresentazione schematica della propagazione delle onde: nel primo caso di onde P di compressione, sotto onde S di taglio. Sotto la propagazione delle onde di superficie.


Storicamente l'Uomo ha incessantemente cercato di classificare i vari tipi di terremoti.
Quasi tutte le classificazioni si basavano sulla proprietà più evidente : loro intensità.
In Italia la più nota è La scala Mercalli, inventata da Giuseppe Mercalli nel 1897, basata solo sull'entità e sulla quantità dei danni: cioè quando avveniva un terremoto si faceva una stima dei danni e in base a questi si assegnava al terremoto un determinato valore che va da 1 (nessun danno, solo gli strumenti lo avvertono) a 10 (distruzione totale). Quella di Mercalli è ormai superata da quella che si basa su valori più oggettivi: La scala Richter (inventata da Charles Richter nel 1935).
Questa esprime la magnitudo, grandezza che si riferisce alle massime oscillazioni registrate dagli strumenti sismici in opportune condizioni e da una misura oggettiva dell'energia rilasciata.



Lo schema di propagazione delle onde di superficie.



 
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