Molte delle rocce sedimentarie presenti sulla crosta terrestre derivano dalla deposizione di sedimenti che, precedentemente alla loro stessa deposizione, sono stati per molto tempo trasportati e sballottati dalle più diverse azioni erosive. Esistono moltissime modalità di trasporto dei sedimenti: il trasporto ad opera dei corsi d'acqua, il trasporto eolico, il trasporto delle correnti marine e delle maree, il trasporto ad opera dei ghiacciai, il trasporto gassoso (anche le zone di accumulo dei movimenti franosi rientrano in questo tipo di sedimentazione). Il tipo di trasporto che comunque più degli altri ha contribuito alla formazione di grandi corpi sedimentari è quello che avviene ad opera dell'acqua. In tutti i casi la deposizione delle particelle solide avviene allorchè il mezzo trasportante rallenta il suo movimento a tal punto da non essere più in grado di sostenere anche il movimento dei sedimenti in esso contenuti (a maggior ragione se si arresta del tutto). Questi infatti, per gravità, abbandonano il mezzo che li aveva fin li trasportati e si accumulano l'uno sopra l'altro sul fondo del fiume o del bacino.
E'importante fare adesso una precisazione: i processi di trasporto si dividono essenzialmente in due tipi: quello in cui il mezzo trasportante e i sedimenti sono l'uno indipendente dall'altro, come ad esempio il trasporto operato dai fiumi o dalle correnti marine, e quello in cui il solido e il fluido hanno un comportamento d'insieme come se si trattasse di unico corpo, come ad esempio le frane di fango, le colate o le correnti di torbida (di cui parleremo più avanti). In quest'ultimo caso si parla di trasporto di massa contrapposto all'altro chiamato particellare. In figura accanto le due condizioni; nella figura a sinistra ogni particella ha un proprio valore di gravità indipendente da tutte le altre e dal mezzo che le trasporta; nella figura a destra viene considerato un unico corpo dal peso G.
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