PROCESSI MASSIVI
Questi possono agire in tutti gli ambienti e non vi è un limite alla quantità di sedimento che può essere trasportato.
Queste possono essere delle frane, delle colate fangose o granulari, o anche colate di origine vulcanica (come i flussi piroclastici, o le nubi ardenti, vedi vulcani).
Notevole importanza rivestono le correnti di torbida, introdotte da Forel nel 1885, e questo genere di processi sono tra le cause principali del trasporto e sedimentazione subacquea. I depositi da questi derivati prendono il nome di torbiditi, o di "flysh".
La prima prova dell'esistenza di questo genere di depositi è stata fornita dalle registrazioni di un terremoto nel 1929 nei pressi di Terranova e che ebbe come conseguenza la rottura di tredici cavi sottomarini per le comunicazioni telefoniche e telegrafiche. In un primo tempo si ipotizzò che le rotture fossero dovute al terremoto stesso, ma analizzando in dettaglio i dati si notò che solo alcuni dei cavi si troncarono contemporaneamente al terremoto, gli altri si sono interrotti a vari intervalli, e l'ultimo circa 13 ore dopo, ad una distanza di circa 700 Km dall'epicentro del sisma. Analizzando nel dettaglio anche la disposizione e l'ordine in cui i cavi si troncarono si notò che i primi a rompersi erano quelli più vicini all'ipocentro, ma anche posti vicino all'inizio della scarpata continentale, mentre tutti gli altri erano disposti via via più vicini alla piana abissale. Quindi come causa plausibile si pensò subito ad una corrente di torbida, innescata dal sisma che, precipitando lungo il pendio oceanico ad una velocità di 80 Km orari, ha tranciato la sequenza dei cavi che via via incontrava. Accanto due schemi del terremoto del 1929: in rosso l'area interessata dal terremoto (B), in grigio l'area interessata dalla torbidite (A).
|

 |