segue...


L'energia di moto è fornita da una differenza di densità tra la sospensione dei sedimenti e il fluido circostante; quindi per innescare il movimento è sufficiente una differenza di densità, anche in assenza di un vero e proprio pendio topografico (queste infatti agiscono anche lungo pendii con una inclinazione minore di 1 grado), e il fluido più denso tende a scorrere sotto quello meno denso. Per innescare questo processo è comunque necessario un qualche agente che metta in sospensione il sedimento e questo può essere appunto anche un terremoto.


Alla base del pendio, in corrispondenza dell'inizio della piana abissale, inizia la sedimentazione, a causa della brusca diminuzione dell'energia di trasporto del materiale, e in genere sono gli elementi più grossi che si depositano per primi, mentre le particelle più fini si depositano più lontano. Di conseguenza i depositi che si formano sono caratterizzati da una graduale diminuzione della granulometria del sedimento sia dal basso verso l'alto ma anche lateralmente, cioè dalla fine della scarpata verso le piane abissali. Una torbidite può essere immediatamente seguita da un'altra anche prima che tutto il materiale si sia sedimentato, oppure ci possono essere dei lunghi periodi di pausa durante la quale si ha la sedimentazione, al di sopra di quella torbiditica, di materiale pelagico tipico delle piane abissali. Accanto uno schema di una corrente di torbida all'arrivo sulla piana abissale; sotto un profilo longitudinale nel quale sono state semplificate tre frazioni granulometriche: ghiaia e sabbia grossolana, sabbia da media a finissima, peliti cone le rispettive sequenze di Bouma e reòlativa simbologia (Bosellini, Rocce e successioni sedimentarie, Ed. UTET).


Se l'area di deposizione di una singola torbidite coincide con quella di tutto il bacino, e quindi da vita ad un singolo strato sedimentario, questo prende il nome di "megatorbidite". Nei bacini Appeninici sono state misurati degli strati di megatorbiditi aventi spessori superiori a 40 metri, e quindi si tratta di movimenti di massa che hanno interessato parecchi Km cubi di materiale.
Nel complesso possiamo dividere una area di torbidite in : una zona prossimale che conterrà prevalentemente sabbie e materiale più grossolano, una zona intermedia in cui la torbidite presenta il suo calssico sviluppo verticale con la suddivisione interna detta "sequenza di Bouma", e una zona distale in cui prevalgono le componenti più fini. Accanto uno schema di torbidite e i relativi intervalli di Bouma, sotto una corrente di torbida creata artificialmente in laboratorio.





Vuoi saperne di più?

Informazioni sul flysh di Frosinone (in Italiano)
Informazioni sulle torbiditi dell'Appennino (in Italiano)
Scheda sulla sedimentazione nel bacino Umbro sud orientale (in Italiano)
La sedimentazione oceanica
Analogie e differenze tra torbiditi silicoclastiche e carbonatiche (in Italiano)
Rapida scheda sulle correnti di torbida

Hai delle domande?

Consulta il nostro "channel manager"

 
indietro  home area raga




Copyright © 2000 - www.geologia.com