TITOLO DELL'ARTICOLO Il paesaggio geologico fra costa e Appennino: un valore aggiunto alle ricchezze storiche, ambientali e culturali del territorio.
AUTORE Marco Del Soldato1 Chiara CENTO2
ARGOMENTO Geologia Ambientale

Il testo completo è pubblicato sugli Atti della Giornata di Studio promossa dall’Associazione Culturale La Massocca di Framura, intitolata: sulle orme del viandante, tenuta presso l’Aula Consiliare del Comune di Framura, il 4 ottobre 2003. Il volume completo può essere richiesto a: Prof. Eligio PATRONE c/o C.N.R. – ISMAC – via De Marinis, 6 - 16149 GENOVA.
Autorizzazione alla pubblicazione accordata.

1Geologo Libero Professionista.
2Geologo, Responsabile del Servizio Piani di Bacino della Provincia della Spezia.
3Le sprugole sono sorgenti sotterranee o sottomarine di acque dolci, di origine carsica.
 
 


Riassunto

L’itinerario fantastico che abbiamo tracciato rappresenta un breve viaggio nel territorio spezzino attraverso alcuni dei numerosi monumenti geologici (geositi) che lo caratterizzano. Il concetto di base secondo il quale è stato concepito l’itinerario ed è stato inserito nel contesto del convegno dedicato a Carlo Caselli, è stato quello di guidare il lettore a guardare il paesaggio da un punto di vista alternativo, con un occhio diverso, curioso, per fargli scoprire queste emergenze fornendogli, nel contempo, quelle brevi annotazioni di viaggio indispensabili a fargliene comprendere appieno il significato. Riteniamo fondamentale conoscere e divulgare la conoscenza ed il valore intrinseco dei monumenti geologici, non per mero sfoggio intellettuale, ma nella convinzione che solo la conoscenza intima di un’emergenza geologica, analogamente ad una archeologica, o artistica, architettonica e quant’altro, sia il motore fondamentale per la sua tutela. Il percorso è semplice: imparare a guardare e vedere per riconoscere, e conoscere per rispettare e tutelare. E forse, è proprio in questo senso che la parola percorso ci ricollega ai viandanti come Carlo Caselli che proprio dal percorso traevano l’essenza più profonda, con grande curiosità, sapendolo guardare, ma anche sapendolo ascoltare ed entrando in confidenza con chi lo viveva direttamente: in una parola sola, assimilandolo. Con questo intento abbiamo visitato alcuni geositi fondamentali del territorio, partendo da unicità geologiche in senso stretto, per scoprire poi quanto fosse intrinseco, nella maggior parte dei casi, il legame con le radici culturali degli antichi Liguri. Dalle situazioni più palesemente geologiche come gli scogli con le impronte dei dinosauri o la scalinata dei giganti (magnifico esempio di erosione a dente di sega), alla serie di pieghe spettacolari ed al campionario di frane lungo la falesia costiera delle Cinque Terre, fino a quelle situazioni in cui l’aspetto e l’assetto geologico sono stati anche la culla o il fattore predisponente alla presenza, alla frequentazione ed allo sfruttamento della risorsa da parte dell’uomo. Si tratta in questo caso di geositi molto complessi come tutti quelli legati al carsismo, che nello spezzino rappresenta un fenomeno molto più profondo e variegato di quanto sia stato ad oggi rappresentato anche nella letteratura scientifica (basti pensare alle possibili connessioni fra l’estesa area carsica e le famose sprugole3 che si manifestano all’interno del Golfo della Spezia, o tutte le conseguenze che un apparato carsico comporta in materia di bacino idrogeologico effettivo e di riserva idrica), o ai territori in cui i geositi hanno rappresentato ambienti e risorse fondamentali tanto da condizionare la più antica frequentazione e conservare le tracce degli insediamenti umani all’origine della cultura ligure. Ricordiamo in questo senso ancora moltissime emergenze legate al carsismo (le grotte di Cassana, la Grotta Grande ed il Monte Castellaro di Pignone, la Grotta dei Colombi (Palmaria), la Grotta dell’Orso (Biassa) e le uvala del Campo di Già), o quelle collegate, essenzialmente, a morfologie particolari (tutta la regione dello Zignago) o quelle riferibili, soprattutto, a presenza di materie prime (cave preistoriche di Valle Lagorara). Ognuno di questi geositi ha una propria valenza, semplice o composita, di importanza più o meno complessa ed interdisciplinare, ma fondamentalmente culturale e patrimonio comune, da conoscere e rispettare; ma soprattutto da tutelare.

 
 

Fig. 1: Punta Pittone: la scalinata dei giganti, spettacolare esempio di erosione a denti di sega (La Spezia).



Fig. 2: Rarissime impronte di deambulazione di organismi limivori di fondo oceanico impresse sulla superficie di uno strato di diaspri titoniani della cava preistorica di Valle Lagorara (La Spezia).


Fig. 3: Un’immagine parziale dello strato di quarzite che contiene impresse le impronte dei dinosauro di Lerici (La Spezia)


Fig. 4: debris flow di Seno del Canneto e Punta Castagna che incidono la falesia delle Cinque Terre (La Spezia).


Fig. 5: Un suggestivo punto di vista dell'imponente falesia del Muzzerone che pare incombere sulla chiesa romanica di Punta San Pietro a Portovenere (La Spezia).

 
 


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