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FONTI E BIBLIOGRAFIA
G.Romano – Archeologia e astri, in "Archeologia Viva", VIII,
n.3 n.s., 1989
G.Romano - Archeoastronomia Italiana, Padova 1992
G.Romano – LAstronomia, dalla Terra ai confini dell'universo,
Milano 1992
A.Thom-A. S.Thom – Megalithic Remains in Britain and Brittany,
Oxford 1978
A.Pedrotti– Uomini di pietra, in "Archeologia Viva", XII,
n.41 n.s., settembre-ottobre 1993
E. Petrioli – Le pietre sacre, in "Archeologia Viva", X, n.24
n.s., novembre 1991
M.Gimbutas – Il linguaggio della dea, Longanesi, Milano 1990
K.Kerenyi – Gli dei e gli eroi della Grecia, Vol. 1, Garzanti,
Milano 1984
G.Klaus – Architettura del novecento. Teoria, storia, pratica
critica, Marsilio, 1995.
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Il gesso, dal latino gypsum, è un minerale monoclino
prismatico, che si forma per precipitazione delle acque marine o lagunari
e nei depositi salini che in seno a queste acque si costituiscono. Dal
minerale, attraverso la cottura, e l’aggiunta di vari additivi, si ottiene
il gesso.
Anatasio (Italia)
Da più di 5000 anni la pietra da gesso rappresenta un materiale di indiscussa
validità nel campo dell’edilizia. I dati testimoniano che già il popolo
egizio ne faceva largo uso per intonacare le pareti delle tombe, infasciare
i corpi umani dopo la mummificazione, realizzare vasi, statue e numerosi
oggetti decorativi sia con il gesso crudo che con quello cotto.
Non tutti sanno, però, che l’80% del materiale utilizzato per edificare
l'inossidabile Piramide di Cheope è di gesso. Questa scoperta induce ha
pensare che l’origine del minerale ha radici più remote rispetto all’epoca
egizia. Infatti molti reperti dimostrano che il suo magistrale manipolo
rappresenta solo il progressivo adeguamento dello sviluppo di cui la civiltà
egizia ci ha tramandato le prove scritte. Non è chiaro, però, se l’eredità
nell’uso della pietra da gesso passa dall’Egitto all'antica Grecia. È
certo che i Romani appresero tutti i segreti della lavorazione e fin dal
300 a.c. lo adoperavano sia nell’edilizia (come malta affine alla calce)
che per decorazioni ed elementi architettonici di vario tipo. Conferme
ci provengono dalle opere di Giovene, Plinio e resti antichi di monumenti
portati alla luce ad Ercolano, Pompei, e Roma. Sempre in epoca romana
l’arte del decoro nello stucco e nella scagliola aveva raggiunto un elevato
grado di perfezione come pure il suo uso nella conservazione della frutta
e per dare limpidezza al vino. Nei tempi in cui il vetro era ancora sconosciuto,
il gesso trovò applicazione in molti templi gotici e bizantini come lastre
trasparenti per la fabbricazione di finestre. Più tardi le lastre vennero
denominate seleniti dai greci perché la luce attraversandole sembrava
quella della luna. Dopo l’epoca romana la conoscenza della trasformazione
ed utilizzazione della pietra da gesso è andata perduta. Bisogna attendere
il 1200 per ritrovare, in Italia, alcuni esempi d’impiego come materiale
per stucco e da costruzioni.
Quarzo (Italia)
Oggi, nonostante le alterne vicende del prodotto gesso, vi è una sensibile
ripresa del consumo la cui utilizzazione si è andata estendo a nuovi campi
di applicazione fra i quali quello delle materie plastiche, degli elementi
prefabbricati per costruzioni, e per l’isolamento termico ed acustico.
Le resine sintetiche hanno dato pregio al materiale, cosicché esso viene
sfruttato in molte applicazioni dove, per natura, ne era precluso l’impiego.
Le moderne pitture plastiche a base gesso e di leganti sintetici costituiscono
una delle conquiste più suggestive nel campo decorativo. Il gesso naturale
è abbondante in natura. I maggiori giacimenti risiedono in Italia, come
è naturale per un paese circondato dal mare e ricco di acque. Lo troviamo
lungo il lago d’Iseo, nel versante adriatico, nell’Appennino Emiliano
e Marchigiano e in Sicilia. Ma è anche presente in numerosi paesi del
mondo tra cui la Francia, l’Inghilterra, l'Africa, l’Egitto, la Somalia,
l’Asia, l’Iraq, l’Iran, la Turchia, l’India, l’America e il Nuovo Messico
ecc.
Brookite (Italia)
Nonostante la nobile origine storica, è ancora per molti un illustre sconosciuto.
Da altri, poi, è guardato con sospetto. Se solo si leggessero i trattati
più importanti si coglierebbe l’impressione che il gesso è da sempre conosciuto
per le sue caratteristiche di prestazione, come quel materiale povero
che può surrogare bene, se giustamente impiegato, ad altri materiali naturali,
altrettanto poveri, come la calce, l’argilla, ecc., per ottenere malte,
sia per intonaci, che per strati di legamento di corsi murari, che adesivi
vari. La funzione del gesso non si esaurisce nel ricordare i momenti più
esaltanti della storia del bello, la moderna tecnologia ha notevolmente
ampliato la polivalenza del materiale, fornendo una gamma di performance
rispondenti alle varie esigenze. Le ricerche e le nuove tecniche di fabbricazione
e applicazione hanno conferito al gesso una nuova fisionomia introducendo
aspetti che ne mostrano i diversi vantaggi applicativi. Prestazioni estetiche
come eleganza, luminosità, aspetto pulito e igenico, economicità del materiale,
velocità di posa in opera, lavorabilità, adattabilità, leggerezza, resistenza
all’incendio, requisiti di isolamento termico e acustico, sono solo alcuni
dei pregi che può offrire questo materiale. Tali elementi sono vere e
proprie garanzie tecnologiche che consentono al gesso largo impiego nell’edilizia.
Uno slogan per descrivere il gesso potrebbe essere “il gesso può soddisfare
le richieste dei più esigenti”. In effetti verso la fine degli anni ’80,
le vendite del gesso ebbero un'impennata superiore al 5% all’anno, quota,
questa che fece sperare ad un trend economico in continua ascesa. La sua
domanda, attualmente, è rivolta ai blocchi di gesso per pareti divisorie,
alle controsoffittature in lastre di gesso rivestito che viene richiesta
soprattutto dal Sud dell’Europa. In Europa circa l’80% degli interni delle
abitazioni sono fatti in questo modo. In generale il mercato dei materiali
da costruzione assorbe fino al 75% della produzione di gesso ma il settore
approvvigiona anche molte altre unità operative. Ad esempio nell’industria
del cemento, il gesso è solitamente impiegato come ritardante; circa il
25% della produzione del gesso.
Atacamite (Cile) 
I suoi molteplici usi abbracciano pure comparti nobili dell’industria
“sociale”, giacché viene impiegato nel campo alimentare, in quello agricolo
come fertilizzante, nel settore medico - dentistico e farmaceutico, nella
fattura del vasellame, ed in quello degli articoli da regalo. "stranamente
viene denominato comune". Allorché due sono i fattori chiave adottati
nella strategia dell’industria del gesso: la protezione dell’ambiente
e la gestione dei rifiuti. Il gesso estratto è una risorsa naturale, quindi
si ritiene debba essere un preciso dovere adottare un approccio responsabile
sulla sua gestione. Non a caso per anni gli stessi produttori di gesso
sono stati impegnati nel recupero paesaggistico delle cave di gesso in
disuso restituendo i terreni all’agricoltura e rimboscando. In molte parti
d’Europa, le fabbriche di gesso si confondono armoniosamente con il paesaggio.
Un’industria che si basa sulle risorse naturali deve avere un profondo
rispetto per la natura.
Wanadinite (Marocco) 
Circa 2.5 miliardi di ECU all'anno si stima essere il fatturato del mercato
Europeo del gesso. Il settore è soprattutto una importante fonte di impiego.
Circa 400.000 sono le unità che gravitano intorno all'industria del gesso
sia nella estrazione e trasformazione che nella distribuzione e installazione.
Se associamo a questo dato un aumento costante delle vendite negli anni
'90, il quadro generale sul settore lavoro è stabile. Ogni anno in Europa
vengono rivestiti almeno 1,5 miliardi di metri quadri di superfici interne
di edifici. Nei paesi membri, 215 sono gli stabilimenti che operano nel
settore offrendo, come già accennato, buone chance di lavoro nell'ambito
dei paesi UE.
Ritornando al futuro del settore, esso sarà sempre più legato al gesso
nella sua forma tradizionale. Anche se recentemente stiamo assistendo
ad un ricorso sempre maggiore del gesso desolforizzato (FDG) che costituisce
il prodotto grezzo succedaneo del gesso estratto.
C'è poi da aggiungere in merito all'FDG che rientra perfettamente nella
strategia ambientale del settore. Molto usato in Germania, questo tipo
di processo sta prendendo progressivamente "piede" in Europa. Il gesso
FDG è un prodotto a pieno titolo e non figura nelle liste dei rifiuti
della Commissione Europea né in quella dell'OCSE. Last but not least la
maggior parte dei produttori stanno partecipando attivamente al progetto
Europeo sulla gestione dei rifiuti, denominato Priority Waste Stream.
Un altro esempio, questo, di come l'industria del gesso è sensibile ai
problemi legati al tessuto sociale.
Rosasite (Marocco)
IL GESSO NEL MONDO
La US Geological Survey, autorevole ente di ricerca che
opera a livello mondiale, recentemente ha pubblicato i dati sulla commercializzazione
e scambio del gesso nel mondo. I dati sottolineano che solo una esigua
quota in volume di gesso viene scambiata per mare ogni anno e che la domanda
di questo materiale si attesta intorno alle 150mta (1997). Parte della
richiesta proviene in buona sostanza dall'industria del cemento. Nello
stesso tempo altre 100 - 110mta sono prodotte come gesso FDG, gesso calcinato
e fosfato di gesso. Il trend per il gesso da desolforizzazione di gas,
-gesso FDG- viene sempre più utilizzato come materia prima al posto del
gesso estratto, ed è in particolare espansione. Il 90% della domanda globale
è poi rivolta per l'edificazione di complessi sparsi nel mondo e per la
costruzione di grandi complessi industriali. Ne consegue che il gesso
ha un andamento altamente ciclico dipendente nella maggior parte dei casi
dalle attività delle industrie di costruzione, esse stesse influenzate
dai continui cambiamenti del mondo economico.
Gesso (Austria) 
Qui di seguito si riportano alcuni dati statistici che evidenziano lo
"stato" delle esportazioni ed importazioni di materiali a base gesso nei
diversi paesi europei.
Export per Paese e Merce(NC8) secondo la class. merceologica: Nomenclatura
combinata (NC8) Sistema armonizzato (SH6)
Periodo riferimento: Gennaio - Dicembre 2002. Quantità in kg , modalità
dati cumulati
| RIGA |
0001-Francia
|
0004-Germania
|
0009-Grecia
|
0011-Spagna
|
0046-Malta |
0091-Slovenia |
| variabile |
variabile |
variabile |
variabile |
variabile |
variabile |
| 252010-Pietra
di gesso;anidrite |
25 |
2.600 |
10.133 |
57.778 |
186.505 |
14.738.960 |
| 252020-Gessi,
anche colorati o addizionati di piccole quantità di acceleranti o
di ritardanti |
1.697.897 |
189.284 |
190.403 |
668.412 |
178.600 |
1.448.900 |
Fonte dati CoeWeb - Intrastat
Import per Paese e Merce(NC8) secondo la class. merceologica: Nomenclatura
combinata (NC8) Sistema armonizzato (SH6)
Periodo riferimento: Gennaio - Dicembre 2002. Quantità in kg , modalità
dati cumulati
|
RIGA
|
0001-Francia
|
0004-Germania
|
|
variabile
|
variabile
|
|
252010-Pietra
di gesso; anidrite
|
127.659
|
2.098.132
|
|
252020-Gessi,
anche colorati o addizionati di piccole quantità di acceleranti
o di ritardanti
|
3.839.767
|
14.000.395
|
Fonte dati CoeWeb - Intrastat
A conclusione del saggio, la cui brevità non vuole essere esaustiva
ma necessita di più ampi approfondimenti, è necessario aggiungere che
l'industria del gesso da sempre persegue la buona pratica ambientale.
Centra l'attenzione sulla gestione responsabile delle risorse naturali,
la prevenzione all'inquinamento e promuove azioni effettive per il recupero,
riciclaggio e l'attenta "razionalizzazione" del gesso. Gli esempi potrebbero
seguire a iosa. Tutte queste caratteristiche sono da concepire in "costante
divenire" e non perciò "uniche ed immobili". Il futuro sviluppo economico
e sociale dell'industria di gesso è parte essenziale dello sviluppo sostenibile
e perciò stesso non deve essere trascurato.
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