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I GEOMORFOSITI TRA LA GOLA DI FRASASSI ED IL MONTE CATRIA (AN-PG)



Francesco Lunardi (°) & Raniero Massoli-Novelli (°°)

(°) Geologo Libero Professionista
(°°) via della Mendola 85 - 00135 Roma


PREMESSA

Risulta notevole la potenzialità geoturistica delle aree montane al confine tra Marche ed Umbria: l'itinerario geologico qui progettato ha il fine di far conoscere almeno ad una parte dei 400.000 visitatori/anno delle Grotte di Frasassi, ed in particolare a quelli interessati alla geologia, altri siti geomorfologici abbastanza vicini ed egualmente di notevole interesse, finora trascurati.
Attualmente quasi tutti questi visitatori arrivano alle Grotte, generalmente dal mare, durante la visita vengono loro illustrate le principali caratteristiche delle stesse, poi ripartono senza aver molto compreso della interessantissima evoluzione geologica della grotta stessa, della montagna in cui la grotta è compresa, dell'Appennino Umbro-Marchigiano, dei paesaggi geologici che stanno attraversando.


INQUADRAMENTO GEOLOGICO GENERALE

L'area d'interesse ricade nella parte centrale della dorsale Umbro-Marchigiana, tra la Gola di Frasassi ad oriente ed il M. Catria (1701 m s.l.m.) ad occidente, e fa perno sul borgo medioevale di Sassoferrato (Ancona), che risulta baricentrico rispetto ai geomorfositi d'interesse.
Altri alti orografici risultano quelli di M. Cucco (1566 m. s.l.m.) ad occidente e il più modesto Monte della Strega (1276 m. s.l.m.). Il territorio è attraversato dal Fiume Sentino e da un suo affluente di destra orografica, il Torrente Riofreddo.
L'area in esame interessa i Comuni di Genga, Sassoferrato e Fabriano in Provincia di Ancona, di Pascelupo-Scheggia in Provincia di Perugia e Cantiano in Provincia di Pesaro - Urbino.

La storia geologica di questa parte dell'Appennino risulta riconducibile a quella dell'intera dorsale ed in termini generali può essere così sintetizzata:
- dal Lias al Miocene prevale la sedimentazione di rocce soprattutto carbonatiche in mari più o meno profondi;
- dal Miocene al Quaternario prevale la spinta orogenetica con graduale sollevamento della catena e conseguenti, complesse deformazioni tettoniche; le rocce che si formano in questa fase sono man mano meno carbonatiche e più argillose;
- nel Quaternario prevalgono le azioni morfogenetiche, che si sovrappongono ai processi sedimentari e tettonici, con genesi di gran parte dei geomorfositi d'interesse.

Ecco alcuni dati geologici generali di particolare rilevanza per la comprensione della genesi e della costituzione dei geomorfositi da visitare:
- nel Lias, circa 200 milioni di anni fa, si deposita la Formazione del Calcare Massiccio, una roccia molto diffusa in Appennino e nell'area d'interesse e di grande importanza nella evoluzione del paesaggio geologico. Infatti questa roccia carbonatica molto compatta ed in grandi bancate, con spessori totali fino a m 600, si rinviene solitamente nei nuclei basali delle pieghe, come nella Gola di Frasassi dove si sono sviluppate le omonime importanti cavità carsiche, oppure nella Gola del Corno del Catria. Inoltre il Calcare Massiccio viene spinto dagli eventi tettonici anche a quote ben più alte, ad esempio a formare pareti grandiose come il Corno del Catria.
- Poco più tardi, geologicamente parlando, esattamente nel Toarciano ossia circa 170 milioni di anni fa, si deposita la Formazione del Rosso Ammonitico, molto tipica sia per la colorazione sia per l'abbondanza di importanti fossili; è costituita da livelli alternati di marne (tenere) e calcari (compatti), con tipica erosione differenziale.
- Tra il Cretaceo superiore e l'Oligocene, da 70 a 30 milioni di anni fa, si deposita la Formazione della Scaglia, anche questa molto diffusa e molto tipica in tutto l'Appennino. Risulta costituita da calcari e da calcari marnosi, ben stratificati, a diversa compattezza e viene solitamente suddivisa in quattro unità, anche se il colore non è costante in tutto lo spessore della singola unità: iniziando dalla unità più antica, scaglia bianca, rossa, variegata, cinerea.
Anche la Scaglia, con la sua perfetta stratificazione, con il suo comportamento plastico quando venne sottoposta alle spinte tettoniche e con i suoi bei colori, risulta una roccia importante per il paesaggio geologico e per la genesi di taluni geomorfositi.


TEMPI E MODI DELL'ITINERARIO


Si prevede una durata di circa 8 ore per l'itinerario geologico in esame.
La sequenza degli stop previsti per osservare i sei geomorfositi considerati sono i seguenti:

Prenotazione dello Stop 1 - Inizio alle ore 9 presso le Grotte di Frasassi, per la cui visita in molti periodi risulta necessaria la prenotazione, onde non dover attendere in fila da una a due ore. Quindi si prenota per le ore 16.30 e si parte per il secondo stop in direzione Sassoferrato - M. te Cucco.
Stop 2 - Dopo la deviazione per Pascelupo, si arriva al canyon di Rio Freddo (Monte Cucco): occorre 1 h di passeggiata (impegnativa) tra andata e ritorno.
Stop 3 - Si giunge ad Isola Fossara di fronte al Corno Grande del Catria: 15 min di osservazione e spiegazione.
Stop 4 - Dopo pochi chilometri si è alla Gola del Corno, con stop e breve passeggiata in piano di 30 min.
Stop 5 - Dopo pochi chilometri si è a Valdorbia, sito ammonitifero d'importanza internazionale, scavato dai cercatori di fossili fino al limite del crollo, e dunque da ritenere un geomorfosito di origine antropica. Anche qui breve visita di 30 min.
Stop 6 - Si ritorna verso Sassoferrato e si sale verso il geomorfosito piega scaglia-Rocca Albornoz, con breve visita di 15 min.

A questo punto è possibile pranzare accanto alla Rocca Albornoz e quindi visitare brevemente il centro storico medioevale di Sassoferrato.
Alle 15.30 partenza per la Grotta di Frasassi ove avverrà la visita guidata relativa allo Stop 1, della durata di circa 45 min, conclusiva dell'itinerario.


DESCRIZIONE DEI GEOMORFOSITI

Stop 1 - Grotte di Frasassi, Ancona

Questa grandioso e complesso sistema ipogeo è stato scoperto e successivamente valorizzato da breve tempo (1971) ma, date le sue eccezionali caratteristiche, ha assunto importanza pari a quelle di complessi carsici famosi da ben più tempo (Postumia e Castellana).
Sui due lati della gola di Frasassi, un canyon scavato dal fiume Sentino nel Calcare Massiccio, si sono formati due sistemi di grotte, uno per lato. Quello più spettacolare e che consente un percorso turistico, è la Grotta Grande del Vento, sulla destra idrografica del fiume.
Il nome deriva dal fatto che quando venne scoperta all'imboccatura tirava una forte corrente fredda. Poco dopo l'ingresso vi è una delle maggiori cavità naturali italiane, l'Abisso Ancona, profondo 110 m e largo abbastanza da poter contenere la Basilica di S. Pietro.
Le grotte di Frasassi consistono in un insieme di gallerie e cavità ad andamento suborizzontale, a piani sovrapposti. Ogni piano corrisponde ad un momento di lunga stabilità della falda freatica durante il quale si sono sviluppate le azioni carsiche. A tali azioni hanno dato (e danno) particolare intensità le risalite di acque solfureee provenienti da livelli di anidriti (gessi) sottostanti, con formazione di acido solforico.
Numerose e spettacolari ovunque risultano concrezioni, stalattiti e stalagmiti. Datazioni assolute su alcune concrezioni hanno dato una età di formazione delle stesse tra 130.000 e 200.000 anni.

Stop 2 - Il canyon di Rio Freddo, Monte Cucco, Perugia

Al confine tre le Province di Perugia e Ancona, nel Comune di Pascelupo-Scheggia, si trova l'eremo di Monte Cucco, recentemente restaurato ed oggi abitato dai frati Camaldolesi.
La sottostante gola, ove scorre Il Rio Freddo, risulta un importante geomorfosito poiché la gola è per alcune centinaia di metri strettissima e con pareti alte e ripide, creando un'eccezionale situazione paesaggistico-scenografica.
All'importanza geomorfologica si aggiunge quella idrogeologica: infatti, all'inizio del canyon esiste una sorgente di eccezionale bassa temperatura (9°), in relazione alla quota che è di soli 500 m s.l.m. La sorgente da il nome al toponimo di Rio Freddo.
Inoltre, lungo la strada che porta allo Stop si possono osservare, luogo il fianco destro orografico del Rio Freddo, una serie di terrazzamenti, formatisi per erosione selettiva (Maiolica - Fucoidi - Scaglia Bianca), che possono essere scambiati per terrazzi di origine fluviale.

Stop 3 - Il Corno del Catria, Pesaro

Al confine tra le province di Ancona e Perugia, e quindi tra Umbria e Marche, il Corno del Catria è una grande, spettacolare parete verticale di "Calcare Massiccio", che sovrasta l'abitato di Isola Fossara, lungo la strada asfaltata che va da Scheggia a Sassoferrato. La parete risulta formata da una grande faglia diretta NNE-SSW; sotto la faglia, tra estese coltri di detrito di falda, affiora la "Scaglia Rossa", formazione ben più recente.
Il Calcare Massiccio, con le sue potenti bancate, di età molto antica (circa 200 milioni di anni), è una roccia molto importante nella geologia di tutto l'Appennino centrale e si può affermare che più delle altre ne condiziona il paesaggio. La troviamo sia nelle valli, al nucleo di anticlinali e sinclinali, sia sulle vette, dove l'hanno sollevata le spinte tettoniche.
Infatti è la roccia di partenza di buona parte del marmo di Carrara; nel Calcare Massiccio si è formato il gigantesco sistema delle Grotte di Frasassi; la troviamo a formare le pareti di molti canyon, dalla gola del Furlo a quella di Burano; sul Monte Bove (Sibillini) presenta la massima potenza conosciuta, circa 600 m; costituisce infine la vetta più alta dell'Appennino, il Corno Grande del Gran Sasso quasi a m 3000.

Stop 4 - Gola del Corno del Catria

La strada statale entra nella suggestiva Gola del Corno che taglia la Formazione del Calcare Massiccio, in potenti bancate leggermente arcuate a formare una grande anticlinale. La strada è molto stretta e conviene passare la Gola, girare e tornare indietro per poi parcheggiare in una apposita piccola piazzola di sosta.
Durante una breve passeggiata, assolutamente in fila indiana, si possono ammirare la spettacolare forra incisa dal fiume Sentino, una piccola diga ormai in disuso con canale di presa scavato nel Massiccio, alcune spettacolari "marmitte dei giganti" esistenti sui lati della Gola, evidentemente scavate quando il corso d'acqua scorreva a quote più alte e con portate molto maggiori di quelle attuali.
La successione giurassica ridotta non risulta qui ben osservabile, mentre lo sarà ben di più nella zona di Valdorbia. Andando verso Isola Fossara si nota una faglia diretta NNE-SSW che pone in contatto il Calcare Massiccio della parete con la Scaglia Rossa dell'antistante pendio, con formazione di un estesa coltre di detrito di falda. Questo detrito cementato presenta caratteristiche e notevoli cavità di erosione.

Stop 5 - Sito fossilifero-antropico di Valdorbia, Perugia

Si tratta di uno dei più importanti siti fossiliferi italiani, per la presenza di livelli particolarmente ricchi di Ammoniti della Formazione del Rosso Ammonitico. Questa Formazione risulta molto tipica sia per la colorazione sia per l'abbondanza di importanti fossili; è costituita da livelli alternati di marne (tenere) e calcari (compatti), con tipica erosione differenziale; l'età è del Lias superiore (Toarciano) ossia circa 170 milioni di anni fa.
Il sito, ubicato lungo la statale che segue il corso sinuoso del fiume Sentino verso Scheggia, è stato studiato sotto ogni profilo (stratigrafico, sedimentologico, geochimico-mineralogico) da oltre un secolo.
Il sito presenta una eccezionale fruibilità, con affioramenti suborizzontali lungo il corso del fiume, e quindi possiede un'altra caratteristica: da oltre un secolo è stato sistematicamente scavato da migliaia di cercatori di fossili, studenti di Scienze Geologiche e collezionisti, data anche la citata facilità di accesso, essendo ubicato ai lati della strada statale.
La ricerca e lo scavo hanno interessato i soli livelli marnosi, nettamente più ricchi di fossili, creando un lungo vuoto e quindi un pericoloso tetto formato dal livello carbonatico soprastante, duro e compatto: in pratica si è formato un geomorfosito di tipo antropico a grave rischio di crollo.
Da alcuni anni la parte del sito ubicata sulla strada è protetta da una rete metallica, con cartello di divieto di scavo: purtroppo lo scavare di martelli e piccozze continua lungo la parte nascosta dalla vegetazione del fiume, al di là del corso d'acqua.
La serie stratigrafica di Valdorbia rappresenta un esempio di come i geologi possono arrivare alla datazione relativa delle rocce grazie ai fossili-guida, ossia a quelle specie che, dopo attenti e prolungati studi, vengono riconosciute tipiche solamente di quel piano stratigrafico.

Stop 6 - Il paesaggio della "scaglia" e la Rocca Albornoz, Sassoferrato, Ancona

La "scaglia" è una formazione tipica della serie stratigrafica umbro-marchigiana-abruzzese; l'età va dalla fine del Cretaceo al Terziario inferiore, circa 100 milioni di anni fa. La "scaglia" può essere rossa, rosata, cinerea, ossia biancastra.
Tale formazione è molto diffusa nell'Italia centrale ma nel territorio di Sassoferrato (Ancona) produce paesaggi molto tipici. In particolare risulta notevole l'affioramento di scaglia sottostante alla Rocca di Albornoz: qui la roccia forma una piega spettacolare.
Il geomorfosito mostra molto bene il fenomeno della erosione differenziale: gli strati composti da calcare marnoso, più compatti e resistenti, sono quelli aggettanti; quelli più teneri, e quindi erosi, sono a prevalente composizione argillosa. La presenza di questa argilla ha un significato paleoambientale: dopo la deposizione di calcari compatti tipo la "maiolica", avvenuta in mare profondo, l'arrivo di argilla significa l'inizio dell'emersione e la presenza di un mare meno profondo.
Sopra questo notevole affioramento di "scaglia" si nota la grande Rocca del cardinale Albornoz (sec. XIV°), visitabile all'interno solo dopo contatto con l'ufficio della Pro Loco di Sassoferrato; assumono particolare importanza i geomorfositi dove si coniuga la valenza geologica con quella storico-artistica.




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