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I GEOMORFOSITI DI TIPO GRANITICO IN GALLURA

Felice Di Gregorio (°) & Raniero Massoli Novelli (°°)

(°) Dipartimento di Scienze della Terra,Università di Cagliari
(°°) via della Mendola 85 - 00135 Roma


PREMESSA

La Sardegna e le coste galluresi attirano ogni anno milioni di visitatori, grazie alle eccezionali caratteristiche dell'ambiente costiero e marino.
L'itinerario geologico qui proposto si propone di far loro meglio conoscere tali caratteristiche, legate all'ambiente geologico del granito, ed alcuni geomorfositi (siti di particolare interesse geomorfologico) legati a fenomeni di morfogenesi passati e recenti che interessano questo particolare tipo di roccia, così tipica dell'Isola.
L'itinerario si svolge in Gallura, parte nord-orientale della Sardegna, che è il vero e proprio regno del granito: infatti, osservando una Carta geologica d'Italia, si nota come la Gallura possieda il più vasto affioramento di rocce granitoidi e il più vasto campionario di macro e microforme tipiche di questa roccia.
Il percorso si snoda da Olbia a Capo Testa, estremità settentrionale dell'Isola, sino a Tempio, capoluogo storico della regione, come illustrato qui di seguito.


INQUADRAMENTO GEOLOGICO GENERALE


Come è noto il territorio della Sardegna presenta una rilevante geodiversità, con rocce che vanno dal Cambiano inferiore (qualche autore ha anche ipotizzato l'esistenza di metamorfici precambriche) fino al Quaternario delle pianure recenti. Quasi 600 milioni di anni di storia e di vicissitudini geologiche estremamente complesse e varie con esiti multiformi che hanno impresso nel paesaggio e nelle rocec i segni di fenomeni sedimentari, tettonici, paleogeografici e paeloclimatici, originando geomorfositi di eccezionale interesse scientifico, didattico e turistico-culturale, tra i quali in particolare quelli legato al granito ercinico (Carbonifero sup. - Permiano) con un'età radiometrica tra i 310 e i 290 milioni di anni.
Questa roccia, dura e compatta ma che gli agenti erosivi spesso rendono arrotondata e persino morbida nelle forma, di colore grigio, rosa o biancastro, con cromatismi superficiali diversi in relazione all'alterazione superficiale e all'azione di colonizzazione a opera di licheni e muschi nelle zone più ombrose, si può considerare la roccia simbolo dell'Isola.
In termini più appropriati è opportuno parlare di rocce granitoidi, invece che di "granito" in quanto i petrografi distinguono in Gallura diversi tipi di tale roccia: dal leucogranito, molto ricco in quarzo e dunque di colore particolarmente chiaro, alla granodiorite, nella quale aumenta notevolmente la presenza di biotite nerastra, che conferisce un particolare ed apprezzato "aspetto pepe e sale" alla roccia.
Questi granitoidi sono attraversati da un vasto campo filoniano di porfidi granitici e apolitici, rioliti e diabasi con direzioni prevalenti NE-SW e N-S che documentano le direttrici di frattura tardo erciniche lungo le quali si sono effusi i prodotti magmatici.
La presenza di questi filoni ha improntato non poco i lineamenti del paesaggio come pure la tettonica terziaria che ha prodotto un generale sbandamento delle regione verso NE.


TEMPI E MODI DELL'ITINERARIO

L'itinerario si svolge a partire dalla città di Olbia, che è possibile raggiungere tramite traghetto oppure aereo per l'aeroporto Costa Smeralda, ed ha una durata di circa 8 ore in funzione dell'interesse e dell'approfondimento che si vuol dedicare all'analisi delle forme d'insieme e delle microforme del paesaggio granitico interno e costiero.
I tempi previsti e la sequenza degli stop per l'osservazione dei sei geomorfositi proposti sono i seguenti:

Stop 1 - San Pantaleo, piccola frazione a circa 21 km sulla direttrice Olbia-Arzachena, incastonata all'interno di un anfiteatro di torrioni granitici. Sono previste due soste, rispettivamente all'ingresso e all'uscita dell'abitato (tempo 20 minuti).

Stop 2 - Arzachena, centro del paese, a circa 10 km da Pantaleo passando sulla nuova strada per la chiesina di San Michele che propone scorci di paesaggio ricchi di suggestione. Il Fungo, è situato proprio al centro dell'abitato ed è raggiungibile in cinque minuti a piedi.

Stop 3 - Orso di Palau, raggiungibile in auto dopo circa 20 km passando per Palau. Si fa sosta nel parcheggio attrezzato e si segue il sentiero attrezzato per l'"Orso di Palau" che richiede dieci minuti di percorrenza.

Stop 4 - Capo Testa, promontorio isolato che affaccia sulle Bocche di Bonifacio situato a circa 30 km da Palau, passando per Santa Teresa e la splendida Baia di Santa Reparata (25 minuti di trasferimento).

Stop 5 -Inselberg di Monte Pulchiana, sulla strada da Luogosanto ad Aggius passando per la costiera nord occidentale per la spiaggia di Rena Maiore, Monte Russu, Vignola, Aglientu e Luogosanto, a circa 11 km da quest'ultimo (53 km di percorso e circa 1 ora di tempo considerate eventuali soste per l'osservazione del paesaggio. Lasciata la strada principale ci si può avvicinare al rilievo facendo altri 2-3 km di strada bianca che porta ad un noto agriturismo.

Stop 6 - Valle della Luna- Aggius. Il nuovo sito è raggiungibile riprendendo la strada principale e svoltando a sinistra, dopo circa 5 km, in direzione di Aggius e poi ancora, dopo circa 2km prima di raggiungere l'abitato, in direzione di Trinità d'Agultu. Tempo di percorrenza circa 5 minuti. Si potrà sostare nei pressi della Chiesina di San Filippo e poi ancora, per una magnifica visione d'insieme, continuando la strada in direzione dell'altra chiesina di San Pietro di Ruda e sostando poco prima del culmine della salita per una vista d'insieme della Valle. Di qui si raggiunge l'abitato di Aggius tornando indietro per circa 4 km. Dopo di che risalendo la parte alta dell'abitato si può percorrere a piedi il sentiero attrezzato per il "laghetto artificiale" lungo il quale si ha una splendida vista sulla "serra di Aggius" (15 minuti a piedi lungo un itinerario agevole).

Stop 7 - Monte Limbara, raggiungibile prendendo la strada Tempio-Oschiri, svoltando a sinistra dopo circa 8 km e superando poi una interminabile serie di tornanti per altri 9 km sino a Punta Balistreri (1359m).


DESCRIZIONE DEI GEOMORFOSITI

Stop 1 - Le Aguglie di Pantaleo
Il piccolo centro abitato di San Pantaleo ubicato lungo la direttrice Olbia-Arzachena, passando per il Golfo di Cugnana, è nascosto all'interno di un anfiteatro di creste seghettate e dentellate e di torrioni granitici che si stagliano all'orizzonte determinando un paesaggio di superba bellezza. Paesaggio che ricorda in qualche misura le ben note Aiguilles de Bavella, modellate nei leucomonzograniti, anch'essi ercinici, della vicina Corsica. Per l'osservazione del geomorfosito, la cui visita ravvicinata e puntuale richiederebbe un'intera giornata, è possibile soffermarsi all'ingresso dell'abitato e alla sua uscita prendendo la nuova strada che riporta alla Statale 125 per Arzachena.

Stop 2 - Il Fungo di Arzachena
Questo particolare geosito, ormai incorporato da tempo nel tessuto urbano di Arzachena, che ne mortifica in modo rilevante l'aspetto, è uno dei più singolari tafoni che si rinvengano nel territorio della Sardegna. Si tratta in sostanza di un magnifico esemplare di fungo di roccia modellato nel granito dall'alterazione selettiva, con gambo cilindrico leggermente rastremato verso l'alto, dove appare più intenso il disfacimento, e cappello emisferico, con bordo progressivamente assottigliato, cosparso di licheni grigiastri di circa una decina di metri di diametro, lievemente asimmetrico e sbandato rispetto all'asse subverticale del gambo. La roccia è costituita da monzogranito inequigranulare facente sempre parte del complesso plutonico del Carbonifero sup.-Permiano.

Stop 3 - L'Orso di Palau
La morfoscultura conosciuta come l'Orso di Palauper le sue tipiche sembianze zoomorfe, ubicata soprail capo che prende il suo nome (Capo d'Orso) è modellata in un granito, di tipo rosato ed equigranulare.Il geosito, istituito come monumento naturale ai sensi della Legge regionale n° 31/1989, è raggiungibile agevolmente tramite un sentiero attrezzato realizzato di recente che si snoda tra le asperità delle emergenze rocciose adiacenti.Nelle culminazioni arrotondateè possibile osservare lo svolgersi di fenomeni di alterazione che producono tafoni di varie dimensioni e forme bizzarre e imprevedibili. Singolari anche le superfici di macroesfoliazione riconoscibili nelle ampie forme emisferiche convesse.
L'Orso, è costituito da un poderoso blocco di roccia alto una decina di metri nel quale vari tafoni coalescenti hanno originato la caratteristica sagoma dell'ungulato, nella quale risalta il collo poderoso, la testa lievemente girata a settentrione ed una possente zampa anteriore che isola sotto il ventre un bell'arco di roccia alto alcuni metri. Dall'alto del geosito si apre uno straordinario paesaggio con vista sulle isole dell'Arcipelago della Maddalena, che sono Parco nazionale, e sulle relative coste di sommersione col loro susseguirsi di promontori, insenature, isolotti, scogli e spiagge di fondo baia.

Stop 4 - Capo Testa-Baia di Santa Reparata
Il geomorfosito di Capo Testa-Baia di Santa Reparata si raggiunge da Santa Teresa di Gallura dopo qualche chilometro di stradapanoramica. Il sito si caratterizza per il paesaggio d'insieme costituito da una piccola baia chiusa da due aspri promontori rocciosi all'interno dei quali è incastonata una splendida spiaggia sabbiosa e per il promontorio di Capo Testa. Questo risulta modellato dall'azione del sole, del vento, della pioggia e del mare e dominato da numerosi affioramenti rocciosi e di blocchi tondeggianti o informi, isolati o in cumuli sui quali si frangono con forza le onde di maestrale.
Nell'area affiorano graniti inequigranulari dal colore d'insieme grigio, oppure rosato per fenomeni di ossidazione; il basamento granitico risulta attraversato da poderosi filoni aplitici tardo-ercinici, a tratti intensamente alterati e di colore verdastro, con deboli coperture di sabbioni granitici frammisti a materiali detritici di alterazione. Nell'angolo orientale della spiaggia di Santa Reparata ha un notevole risalto un bell'affioramento di arenarie eoliche a stratificazione incrociata.
Antiche cave di granito del periodo romano e medioevale, utilizzato per le colonne del Panteon a Roma e del duomo e del battistero di Pisa, lasciano traccia nei fronti di coltivazione che seguono le direttrici strutturali e in alcune eccezionali colonne lavorate grezze che giacciono in prossimità della battigia.


Stop 5 - L'Inselberg di Monte Pulchiana
Al centro del vasto altopiano che s'incontra lungo la strada Tempio-Luogosanto, a circa 500 metri sul livello del mare spicca in modo netto all'orizzonte, sulla sinistra, la sagoma di un inconfondibile rilievo dalla forma complessiva di una cupola che tocca i 673 m di altezza. Il rilievo è costituito da graniti equigranulari nei quali l'azione degli agenti morfoclimatici ha generato, con l'alternarsi in passato di differenti fasi climatiche, segnatamente caldo umide, uno dei più caratteristici inselberg a pan di zucchero conosciuti nell'area mediterranea.
Il rilievo è tondeggiante alla sommità e si raccorda alla pianura, costituita da una distesa di sabbione di arenizzazione, con un contatto abbastanza irregolare nel quale è possibile osservare tutta una serie di altre forme minori tipiche del paesaggio granitico ( fenomeni di esfoliazione, cataste di blocchi, tafoni, ecc.). Sullo sfondo, invece, si osserva la Serra di Lu Tassu, una delle tante "serre", che prendono nome locale dalla forma aspra a dente di sega (serra) che connotano il paesaggio gallurese.

Stop 6 - Valle della Luna- Aggius
La Valle della Luna prende nome dal suo tipico e particolare paesaggio. La valle è infatti movimentata dalla presenza di una moltitudine caotica di forme tipo inselberg, thor, con blocchi di granito sparsi isolati o in cataste, talora sovrapposti in bilico (balanced rock), tra le quali si snoda tortuoso il reticolo meandriforme di Riu San Filippo.
Più che una valle vera e propria essa ha la forma di una vasta conca d'erosione appiattita e cinta dai caratteristici rilievi dentellati (serre) che caratterizzano il paesaggio gallurese. Un provvidenziale intervento voluto dall'Amministrazione comunale di Aggius una ventina d'anni orsono ha salvato questo straordinario paesaggio, che lascia una impronta indelebile nella percezione del visitatore, dalla devastazione delle cave per l'estrazione del "ghiandone", una delle pietre ornamentali più esclusive della regione.
A margine della Valle, risalendo verso l'abitato di Aggius sono di estremo interesse i rilievi adiacenti l'abitato per le forme d'insieme tipo inselberg con evidenti e frequenti superfici da esfoliazione, e in particolare per gli stupefacenti profondi tafoni impostatisi su linee di frattura verticali ed oblique e le imprevedibili sculture alveolari (cunchèddi) che ne cospargono la superficie.

Stop 7 - Monte Limbara
Il Monte Limbara è senza dubbio il più elevato e caratteristico massiccio granitico della Sardegna e culmina con i 1362 metri della Punta Sa Berritta. Il rilievo è costituito in prevalenza da granito rosato a grana media, tagliato da una fitta serie di diaclasi generalmente molto inclinate o subverticali aventi prevalente direzione NE-SO, che passa poi a graniti a grossi cristalli di ortoclasio rosati o violacei nell'area compresa tra Tempio, Aggius e Calangianus. Un apietra ornamentale che è oggetto di intensa coltivazione da parte dei cavatori che lo hanno denominato commercialmente "ghiandone".
La parte sommitale del rilievo, dove sono ubicate le cime più elevate (Punta Sa Berritta e Punta Balistreri) è costituita invece da potenti bancate di microgranito grigio chiaro o biancastro che mostrano una debole inclinazione verso sud.
Dall'alto del rilievo, offeso da una fitta selva di antenne per telecomunicazioni, oltre le magnifiche forme a cupola, a torrione, alle cataste di blocchi e alle rocce in bilico, si scopre tutt'intorno la tipica morfologia gallurese costituita da vasti ripiani, cosparsi in superficie da una moltitudine di massi granitici e di creste dentellate, progressivamente degradanti verso l'Arcipelago della Maddalena.


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