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PREMESSA
L'isola di Lipari, la maggiore dell'arcipelago delle Eolie, risula
percorsa da una strada asfaltata e da numerosi sentieri, attraverso
i quali si possono raggiungere le diverse località dell'isola. Però,
per scoprirne le principali evidenze geomorfologiche e vulcanologiche,
la loro varietà ed unicità, risulta consigliabile circumnavigare
l'isola in barca alla scoperta dei geomorfositi costieri.
Sulla base di tali premesse, scopo dell'itinerario geologico progettato
risulta quello di mostrare ai numerosi visitatori, che raggiungono
ogni anno Lipari per la bellezza delle sue spiagge e la suggestione
della sua natura vulcanica, come l'azione morfogenetica del mare
abbia modificato nel tempo con azioni di erosione e deposizione
gli affioramenti vulcanici e lo splendido paesaggio costiero che
caratterizzano l'isola.
Una serie di brevi soste sottocosta e di percorsi a terra saranno
utili per l'osservazione diretta degli affioramenti più significativi.
INQUADRAMENTO GEOLOGICO GENERALE
Le Isole Eolie sono state studiate sin dal XVIII sec., fornendo
alla vulcanologia due tipi di eruzione (vulcaniana e stromboliana)
ed occupando, di conseguenza, un posto eminente nell'educazione
di tutti i geologi da oltre 200 anni. Inoltre, dall'anno 2000, le
Isole Eolie sono state inserite nella lista del Patrimonio Mondiale
(World Heritage) dell'UNESCO con la seguente motivazione: la morfologia
delle isole Eolie rappresenta un modello storico nell'evoluzione
degli studi della vulcanologia mondiale.
L'isola di Lipari con una superficie di circa 38 kmq è la maggiore
dell'Arcipelago delle Eolie e la sua evoluzione geologica va inquadrata
in quella dell'intero arco di isole.
Le sette isole delle Eolie sono la parte emersa di un vasto basamento
vulcanico sottomarino che si estende per circa 200 km, costituendo
una tipica struttura ad arco. La profondità del basamento dal quale
emergono le sette isole varia tra i 1000 ed i 2000 m; alle sette
isole affioranti, tutte di origine vulcanica, occorre aggiungere
altri sei "seamounts" o rilievi vulcanici sottomarini, che non arrivano
in superficie.
L'età delle isole Eolie e di Lipari è geologicamente molto recente:
a fronte di un Appennino ed una Catena siciliana che hanno rocce
anche di 200 milioni di anni di età, la genesi vulcanica di Lipari
è iniziata soltanto 223.000 anni fa. L'ultima eruzione risulta in
età medievale, circa 1.400 anni fa, di conseguenza il vulcano Lipari
si può considerare ancora attivo, seppure in fase quiescente. Peraltro
si trattò di un episodio vulcanico molto importante, poiché diede
origine al Monte Pilato, nel nord-est dell'isola, con enormi depositi
di pomici e con l'emissione di una notevole colata lavica interamente
composta da nera ossidiana.
I vulcanologi distinguono due principali fasi di attività vulcanica
nella storia evolutiva dell'isola di Lipari, divisi da un importante
periodo di stasi e di erosione marina. Durante la prima fase vulcanica
si forma l'importante edificio vulcanico di Monte S. Angelo, che
con i suoi 594 m domina il settore centrale dell'isola, composto
in prevalenza da lave di tipo andesitico.
Durante la seconda fase si formano i vulcani esplosivi a sud ed
a nord dell'isola. A nord-est, come già ricordato, circa 1.400 anni
fa si ebbe l'ultima attività vulcanica, decisamente esplosiva, con
la formazione del gigantesco cono di bianche pomici di Monte Pilato
e la fuorisucita della famosa colata di nera ossidiana delle Rocche
Rosse.
TEMPI E MODI DELL'ITINERARIO
L'itinerario geologico proposto si basa sulla circumnavigazione
in senso antiorario dell'isola di Lipari per permettere la veduta
delle baie di levante in mattinata e di quelle di ponente nel pomeriggio
in modo da avere sempre il sole a favore e poter compiere osservazioni
e foto nelle migliori condizioni di luce.
Sono previsti diversi stop a mare di circa 10 ÷ 15 minuti per consentire
osservazioni più attente accompagnate da spiegazioni essenziali
e contenute, e due stop a terra di 1 ÷ 2 ore per approdare sulle
spiagge di Porticello e Valle Muria ed osservare da vicino i geomorfositi
più interessanti. Il periplo completo dell'isola di Lipari, comprese
le soste a mare ed a terra, richiede circa 9 ore; di seguito è riportata
la sequenza degli stop proposti:
Stop 1 - Dal porto di Marina Corta (Lipari) si parte con una barca
fiancheggiando la falesia di Rocca del Castello, a ridosso dello
stesso porto, per osservare come interagiscono i processi endogeni
di tipo vulcanico ed esogeni di tipo marino e come l'uomo è intervenuto
nel tempo sulle rocce a difesa di antiche opere architettoniche.
Stop 2 - Si prosegue in direzione Nord per raggiungere la spiaggia
di Porticello dove è previsto il primo stop a terra con approdo
sulla spiaggia. A sinistra è possibile ammirare le cave di pomice
di Campo Bianco con i lunghi pontili utilizzati per caricare sulle
navi il minerale estratto dal versante orientale di Monte Pilato.
A destra, vi è una ampia falesia dove affiora l'importante colata
di ossidiana delle Rocche Rosse.
Stop 3 - Il periplo dell'isola prosegue in direzione antioraria,
costeggiando i fianchi scoscesi che delimitano le colate laviche
riolitiche di Monte Pilato e l'altipiano coltivato di Quattropani
sino all'importante geomorfosito dello scoglio di Le Torricelle.
Qui è prevista una sosta a mare per osservare un paesaggio costiero,
praticamente disabitato, che diventa interessante per la presenza
di scogli e faraglioni antistanti le alte falesie rocciose mentre
al largo in direzione nordovest è visibile l'Isola di Salina.
Stop 4 - Il viaggio prosegue lungo la costa occidentale di Lipari,
caratterizzata dalla presenza di scogli, grotte e piccole baie sino
ad approdare nell'insenatura di Valle Muria, una baia accessibile
con difficoltà da terra ed incastonata tra alte falesie. Qui è prevista
la seconda sosta a terra.
Stop 5 - Dopo la sosta a Valle Muria si va avanti in direzione Sud
con vista panoramica sull'isola di Vulcano per raggiungere l'immensa
Scogliera Sotto il Monte e soffermarsi nel tratto di mare antistante
Punta del Perciato, un singolare promontorio roccioso.
Stop 6 - Infine si giunge nell'estremità meridionale dell'isola
di Lipari, in prossimità dei faraglioni di Pietralunga e Pietra
Menalda, dove si può osservare l'imponente struttura del maggiore
e più meridionale duomo riolitico di Falcone. Dopo avere atteso
il suggestivo tramonto sui faraglioni si ritorna al porto di Marina
Corta dove si conclude il periplo dell'isola di Lipari alla scoperta
dei geomorfositi costieri di origine vulcanica.
DESCRIZIONE DEI GEOMORFOSITI
Stop 1 - Falesia di Rocca del Castello
Il Castello di Lipari è edificato su un duomo lavico riolitico legato
al centro eruttivo di Monte Guardia, risalente all'attività vulcanica
di 20.000 anni addietro. Sottocosta è possibile osservare come la
falesia rocciosa è soggetta a crolli di massi e blocchi che hanno
portato le antiche mura spagnole a ridosso del ciglio della attuale
falesia. Sono stati effettuati alcuni lavori di sostegno e conservazione,
finora insufficienti contro il rischio erosione della base di un
edificio di tanto valore storico-artistico.
Stop 2 - Spiaggia di Porticello - Cave di di Campo Bianco - Colata
delle Rocche Rosse
La
spiaggia di Porticello è insolita in quanto si presenta di colore
grigio-scuro con sabbie, ghiaia e ciottoli misti a pomice bianca
rotondeggiante di varie dimensioni, mentre in passato gli scarti
di lavorazione della pietra pomice formavano una battigia totalmente
bianca sempre affollata di turisti. Da mare, a sinistra si osserva
l'imponente versante orientale di Monte Pilato, messo a nudo dalle
candide, grandi cave di pomice di Campo Bianco. A destra, si vede
il profilo discendente verso mare della bellissima colata di nera
ossidiana delle Rocche Rosse, con strutture di foliazione di flusso,
mentre le acque del mare antistante sono caratterizzate da contrasti
di colore turchese. Questa colata delle Rocche Rosse è così tipica
che compare in quasi tutti i testi di vulcanologia del mondo.
Stop 3 - Scoglio Le Torricelle
Lo scoglio Le Torricelle è un interessante geomorfosito costiero,
caratterizzato da una struttura lavica di tipo colonnare, appiattita
in cima durante un lungo evento di erosione, e quindi ricoperta
da un tipico livello conglomeratico a ciottoli arrotondati e depositi
piroclastici. L'estremità superiore, appiattita per la citata erosione
marina, è da correlare con i terrazzi marini antistanti il Timpone
Ospedale, dove sono egualmente visibili coperture sabbiose e conglomeratiche.
Questo tratto costiero è sormontato a sinistra dal Timpone Ospedale
ed a destra dal Timpone Carrubbo.
Stop 4 - Valle Muria
La baia e la spiaggia di Valle Muria, strette ed allungate, sono
chiuse da due promontori rocciosi; di notevole bellezza paesaggistica,
costituiscono un importante geomorfosito. In corrispondenza di Punta
di Ponente, affiorano depositi scoriacei e di "wet surge", a tratti
intensamente alterati dalla presenza di fumarole, con colori che
vanno dal giallo, al bianco ed al rosso. In corrispondenza di Punta
di Levante, si possono esaminare i resti di un antico duomo lavico
su cui poggiano livelli di piroclastiti pomicee da associare ad
un duomo riolitico posteriore. Costeggiando la spiaggia si osservano
lungo la parete meridionale alcune piccole grotte scavate dall'uomo
come riparo entro la tenera roccia tufacea.
Stop 5 - Punta del Perciato
Il promontorio roccioso di Punta del Perciato è un tozzo duomo lavico
di composizione riolitica del complesso eruttivo di Monte Falcone
di circa 20.000 - 40.000 anni fa, con splendidi esempi osservabili
da mare di foliazione di flusso di tipo cipollare. Da notare la
grande faglia che passa in alto a sinis tra di Monte Falcone. Il
promontorio è anche caratterizzato dalla presenza di un importante
arco naturale di erosione marina, dalle pareti verticali. Inoltre
vi sono qui alcuni piccolo scogli di roccia lavica denominati "Le
Formiche".
Stop 6 - Faraglioni di Pietralunga e Pietra Menalda 
Superata Punta del Perciato si giunge in vicinanza di due splendidi
faraglioni, alti e snelli, emergenti come colonne dal mare.I due
faraglioni di Pietralungae Pietra Menalda, alti rispettivamente
60 e 25 metri, devono la loro genesi alla stessa attività vulcanica
che tra 40.000 e 20.000 anni addietro ha portato alla formazione
del duomo lavico di Punta del Perciato. Essi sono gli ultimi testimoni
di un'ampia struttura vulcanica demolita e distrutta dalla azione
erosiva degli agenti marini. Verso sud è vicina l'isola di Vulcano
con il suo cratere fumante. Questo tratto costiero, osservato al
tramonto, sia da mare come dall'alto del rilievo vulcanico di Monte
Guardia di Lipari, costituisce uno dei siti di maggiore interesse
geologico-paesaggistico del Mediterraneo.
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