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Riassunto:
In questa nota, dopo una breve introduzione sull’importanza dei geositi per la conservazione del nostro Patrimonio Geologico e per la promozione dell’immagine delle Scienze della Terra, vengono analizzati i principali inventari regionali e/o provinciali già redatti oppure in via di pubblicazione. Vengono discussi i più importanti aspetti di un inventario, quali la scelta delle diverse categorie di geositi e dei loro criteri di valutazione, la valutazione qualitativa o quantitativa, la dimensione areale, la redazione della scheda di censimento, il database.
Come caso di studio vengono illustrati i principali dati sull’inventario dei geositi della regione Abruzzo.
Summary:
After a brief introduction about the importance of the Geological Heritage
conservation and the promotion of the Earth Science image, this paper describes the chief regional or provincial geosites inventories till now written or in print in Italy.
Inventories main aspects and problems (geosites typologies, selection criteria,
geological frames, inventory form, database, etc) are discussed.
Some data about Abruzzo regional geosites inventory, as a case-study, are given.
Introduzione
Il concetto di salvaguardia del nostro Patrimonio geologico (Geological Heritage), ossia di quei siti geologici di particolare interesse che ogni regione possiede in diversa misura e qualità, si sta affermando da alcuni anni in Europa e di recente anche in Italia.
Monumenti geologici che i ricercatori italiani preferiscono definire, con un unica parola, “geotopi” e più recentemente “geositi”. Secondo Wimbledon et alii 1996, un geosito può essere ogni località, area o territorio dove sia possibile definire un interesse geologico o geomorfologico per la conservazione. Tale definizione di ampio respiro, capace di eliminare le inutili discussioni precedenti, viene applicata nel Progetto GEOSITES dello IUGS (International Union Geological Sciences).
In ogni caso, al di là delle definizioni, la conservazione dei luoghi di elevato interesse geologico, siano essi una gola, una dolina, uno stratotipo, un sito fossilifero od una sorgente, serve evidentemente a garantire che le generazioni future possano continuare a conoscere ed a imparare la storia geologica della Terra ed a trarre godimento dalla bellezza dei paesaggi e di questi meravigliosi luoghi.
La lentezza e le difficoltà dell’inserimento di un tale concetto nell’immaginario collettivo risultano probabilmente dovute a più fattori. Si ritiene tuttavia, almeno per quanto riguarda il nostro Paese, che un motivo fondamentale risieda nella mancanza di un adeguato insegnamento delle Scienze della Terra nelle scuole superiori e quindi, in senso lato, nella minore conoscenza che il pubblico ha, fino ad oggi, delle pur fondamentali problematiche geologiche ed in particolare dell’importanza dei monumenti di tipo geologico.
Sotto tale profilo risulta apprezzabile, per la promozione dell’immagine della geologia e di conseguenza per la conservazione del Patrimonio Geologico, la recente pubblicazione quasi contemporanea di due volumi divulgativi su base scientifica, che hanno riscosso notevoli consensi anche a livello europeo (Poli (a cura di) 1999, Massoli-Novelli 1999a). Il primo, con qualificati contributi, ha privilegiato l’analisi degli aspetti concettuali, il secondo il linguaggio delle immagini.
Importanza dell’inventario a livello regionale/provinciale
Risulta ormai acccertato che la conservazione dei geositi può avvenire soltanto attraverso un documentato ed impegnativo lavoro collegiale di individuazione, valutazione, catalogazione e pubblicizzazione dei risultati, realizzato mediante l’uso di una scheda per il censimento e di un database sempre aperto e sempre migliorabile, oggi regionale /provinciale, domani nazionale, sempre aperto, migliorabile e facilmente consultabile. Sotto tale profilo appare importante il lavoro finora svolto dal Centro Documentazione Geotopi, Dipartimento POLIS dell’Università di Genova e dal Servizio Geologico Nazionale.
Per quanto riguarda la dimensione areale della ricerca, la catalogazione e la conservazione dei geositi è opportuno che avvenga prioritariamente a livello regionale/provinciale, onde poter passare con sufficienti dati alla dimensione nazionale e poi a quella internazionale (Arnoldus-Huyzendveld et alii 1995, Wimbledon et alii 1995, 1996).
Risulta infatti importante che l’individuazione dei singoli geositi regionali/provinciali venga preceduta o comunque correlata alla redazione di un “quadro d’insieme ” (framework) nazionale che contenga i principali caratteri geologici di sintesi del Paese. Un prima bozza di quadro d’insieme italiano è quello di Benvenuti et alii 1998; attualmente è in fase di definizione un quadro più maturo, da confrontare ed assimilare con i Paesi vicini.
A livello internazionale risultano infatti già operanti gruppi di lavoro che presentano “quadri d’insieme” analoghi o comunque vicini. In seno a ProGEO Europa sono da tempo costituiti i Gruppi Europa centrale ed Europa settentrionale, mentre da poco si è costituito un Gruppo Mediterraneo, dove, come esempio, Italia, Francia, Spagna e Grecia presentano aspetti geologici di base per molti versi analoghi.
D’altra parte occorre anche considerare che in Italia grandissima parte delle competenze sul territorio risultano delegate alle Regioni, anche per una più agile ed opportuna tutela ambientale e questa situazione diviene fondamentale per la conservazione del Patrimonio Geologico, fine ultimo degli inventari, attraverso adeguati provvedimenti legislativi.
Inoltre, a mio avviso, qualora la Regione o la Provincia non prendano ancora iniziative e sorge la possibilità di realizzare un inventario a livello di un Comune, pur restando l’ambito regionale il più opportuno come prima esposto, vale la pena di realizzare un tale censimento locale, sia come inizio di un inventario più vasto nel futuro sia come stimolo per ulteriori esperienze ed indagini.
Infatti finora in Italia, il Ministero dell’Ambiente non si è occupato del settore geotopi/geositi, come invece doveva, anche in considerazione di quanto indicato dalla Legge Quadro sulle Aree Protette (394/1991). L’art. 1 di tale legge indica, tra le finalità del regime di tutela e di gestione delle aree protette, quella della conservazione di:
- singolarità geologiche;
- formazioni paleontologiche;
- valori scenici e panoramici;
- processi naturali;
- equilibri idraulici ed idrogeologici.
Invece finora, come citato, a livello nazionale la problematica della conservazione del nostro Patrimonio geologico non ha finora trovato spazio adeguato. Con pesanti ripercussioni, talvolta sulla conservazione di preziosi, rari ed irripetibili monumenti geologici, cancellati o degradati da scavi, costruzioni, urbanizzazioni, ecc.
Occorre infatti considerare che la conoscenza e la valutazione dei geositi risulta elemento fondamentale per una corretta pianificazione del territorio (Gisotti & Massoli-Novelli 1997). Analogamente a quanto accaduto negli ultimi decenni in Italia per il settore biotopi, considerati importanti e talvolta essenziali negli strumenti di pianificazione territoriale, anche i geositi debbono essere interpretati come elementi necessari di qualsiasi piano di uso del territorio, insieme alle tradizionali componenti geologiche di tali piani (sismicità, presenza di faglie, franosità, qualità del substrato roccioso, presenza/profondità/vulnerabilità di falde acquifere, ecc).
>> continua
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