Valdorbia (PG)

Foglio IGM-116 I-IV


Come arrivare-da Gubbio si prende la Statale 298 direzione Senigallia passando per la gola del Bottaccione, famosa per la scoperta, nelle rocce al passaggio tra il Cretaceo e il Terziario, di tracce di iridio che gli scienziati considerano proveniente da un meteorite che, secondo alcune ipotesi, sarebbe responsabile della scomparsa dei dinosauri. Da Scheggia si prosegue in direzione Sassoferrato-Senigallia per 5 km; qualche decina di metri dopo un casolare, sulla sinistra, č ben visibile l'affioramento. Altri punti di scavo possono essere cercati sull'altro versante, in prossimitą del torrente.





Dove siamo-In localitá Val d`Orbia affiora per alcuni metri una formazione tipica ma non esclusiva dell`Appennino umbro-marchigiano, il Rosso Ammonitico, che giá nel nome testimonia la notevole ricchezza in fossili. Tale formazione è costituita da un caratteristico litotipo calcareo-marnoso, cioè con un significativo ma non preponderante contenuto in argilla, spesso nodulare in quanto contenente numerosi clasti calcarei al suo interno, e soprattutto è caratterizzata da un tipico colore rosso mattone che per decolorazione puó diventare rosa chiaro o addirittura avana. L`etá di queste rocce è riferibile al Giurassico inferiore (170 milioni di anni); in quel periodo i mari erano popolati dagli ammoniti, cefalopodi dotati di conchiglia pianospiralata, e belemniti, simili agli ammoniti ma con conchiglia dritta. Alla morte di questi animali i gusci si posavano sul fondo del mare, dove venivano coperti dal detrito che franava lungo le scarpate di scogliere ed isole vicine.
Cosa e dove cercare-Le ammoniti di Val d`Orbia non sono in genere grandi, al massimo raggiungono i 15 cm di diametro, ma l`abbondante contenuto in calcare della roccia ha permesso una ottima conservazione degli esemplari, che sono anche facilmente estraibili. Nel Giurassico in questo punto doveva trovarsi un piccolo bacino piuttosto profondo, una specie di fossa dentro la quale finivano tutti i gusci delle ammoniti; questa particolare caratteristica ha fatto di Val d`Orbia un sito incredibilmente ricco di fossili.


Tra le ammoniti piú comuni ricordiamo quelle del genere Hildaites,Phylloceras e Merlaites.

Molto belli sono anche gli esemplari di Lytoceras e della comune ma sempre apprezzata Hildoceras.
 

Insieme alle ammoniti si possono trovare tracce di altri organismi che, in maniera subordinata, vivevano in quei mari insieme agli ammoniti: piuttosto rari ma molto belli sono le conchiglie di belemniti, simili a grosse spine di colore scuro. Molto piú frequentemente è possibile trovare piccoli elementi circolari con un foro al centro: si tratta di articoli di crinoidi, echinodermi simili a fiori che formavano in zone di mare poco profondo vere e proprie praterie. Altri possibili ritrovamenti sono gli aculei di ricci marini, che presentano una caratteristica forma a clava attraversata da zigrinature longitudinali, piccoli lamellibranchi e brachiopodi. Suggerimenti per alloggiare in Umbria.




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