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Parco Nazionale della Val Grande | ![]() |
UBICAZIONE:La Val Grande si trova in Piemonte, alle spalle del Lago Maggiore, a soli 80 km da Milano e 150 da Torino. Il Parco è incastonato nelle valli delle Prealpi Lepontine, al margine delle Alpi sud orientali, tra la Val d'Ossola e la Val Vigezzo. I gruppi montuosi, di poco superiori i 2000 metri di quota, sono quelli delle Alpi Feltrine, dello Schiara-Pelf e della Talvéna. |
CARATTERISTICHE.Istituito nel 1991, con perimetrazione definitiva nel 1993. Si estende per circa 12210 ettari. |
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AMBIENTE: Unico parco italiano conosciuto come uno dei luoghi più selvaggi d'Europa, la Val Grande colpisce per la scarsa presenza di centri abitati. Si trovano boschi misti di castagneti e faggeti, pascoli alpini, aspri dirupi e gole inaccessibili che hanno favorito l'isolamento di queste zone, abbandonate gradualmente dall'Uomo da circa un secolo a questa parte, dopo secoli di sfruttamento sia per materiali da costruzione (il marmo per il Duomo di Milano venne estratto dalle cave di Candoglia, il legname per il capoluogo lombardo raggiungeva il lago Maggiore, e quindi Milano, dal torrente San Bernardino), che per il pascolo estivo sugli alpeggi. |
GEOLOGIA: Due faglie dividono in tre parti il territorio del Parco: la Linea Insubrica segue la Val Vigezzo a nord, mentre la Linea del Pogallo a sud-est, presenta unità geologiche che appartengono al Dominio Subalpino. Per la geomorfologia, forme glaciali e post-glaciali si leggono nelle valli e sui versanti caratterizzati da morfologie morbide come il Monte Faié ed il monte Castello. |
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FAUNA: Protagonista del parco è il camoscio, stimato in circa 600 capi che vivono nelle quote più alte, rarissimo è il cervo, in compenso è facile avvistare il capriolo ed a basse quote il tasso. La volpe è il più grande mammifero predatore, insieme a faine, donnole e martore. L'avifauna è ricca di rapaci come l'Aquila reale, la Poiana e, nelle foreste, il Gufo reale. L'uccello più caratteristico del Parco è il Gallo Forcello che si può incontrare nelle radure ad alta quota, specialmente in primavera. | |
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FLORA.Probabilmente si può riscoprire in queste zone l'aspetto originario della vegetazione delle Prealpi: a quote basse crescono tigli, frassini, aceri ed olmi, mentre la faggeta domina dai 900 ai 1600 metri di quota circa, con isolate oasi di abete bianco, ormai raro perché ricercatissimo per costruzioni edili e navali, e di tasso. Sui versanti più ripidi compaiono anche betulla e pioppo tremulo. Al di sopra del limite della faggeta crescono esemplari di abete rosso e di larice. Tra le rarità della flora locale ricordiamo il tulipano alpino (Tulipa australis), la stella alpina (Leontopodium alpinum) ed il rododendro ferrugineo (Rhododenron ferrugineum) presente in alcune stazioni nella rara forma bianca. |
COME ARRIVARE. Per i comuni del Verbano si segue l'autostrada fino a Gravellona Toce; per quelli ossolani, vigezzini e cannobini si prosegue lungo la statale del Sempione fino a Domodossola. In treno: Domodossola, ferrovia delle Centovalli. In autobus: da Verbania linee Aspan 0323/556633 | INFORMAZIONI.Parco Nazionale della Val Grande 0323/557960
Comunità montana Val Grande 0323/571276; Val d'Ossola 0323/556313
VISITATORI.Ammessi individualmente o in comitive durante tutto l'anno e senza altra formalità' che il rispetto della regolamentazione vigente. Prima delle escursioni lunghe è bene avvisare l'ufficio d'amministrazione del Corpo Forestale dello Stato di Novara 0321/399378 |
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