VARIETA'


Accanto in figura: la tipica forma di cristallizzazione del berillo, e un esemplare di notevoli dimensioni (151 Kg), conservato al Museo di Mineralogia del dipartimento Scienze della Terra di Firenze.

       
 

Il berillo cristallizza in forma diesagonale bipiramidale, P 6\mcc, i cristalli hanno un habitus prismatico spesso con la combinazione del prisma esagonale (1010), con bipiramidi esagonali di 1 e 2 ordine, e il pinacoide basale. La sfaldatura basale è imperfetta, la durezza è relativamente alta (7.5 -8 nella scala di Mohs), peso specifico 2.6-2.9.

In sezione sottile appare sempre incolore, ma in natura può essere variamente colorato: da incoloro a bianco grigiastro, da verde a giallo, da azzurro a rosa; il pleocroismo (cioè la variazione di colore che assume il cristallo, in sezione sottile, dovuta al diverso assorbimento della luce policromatica nelle varie direzioni di vibrazione) è modesto.

  



Sotto in figura possiamo vedere altre forme di cristallizzazione del berillo. In particolare i tre esemplari al centro provengono da Gilgit, in Pakistan, i rimanenti due esemplari, di colore rosso, dagli Urali (Russia).

    



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