CORINDONE    (Al2O3)



MINERALOGIA E STRUTTURA ATOMICA

Il corindone, Al2O3, è l'unica fase rinvenuta in natura per questo composto, che fa parte della classe degli ossidi con un rapporto tra metallo e ossigeno di 2:3. È ben noto che l'ossigeno è l'elemento più abbondante sulla superficie del nostro pianeta, costituendo circa l'86% in peso della idrosfera ed il 23% dell'atmosfera e il 49% della litosfera. È quindi evidente che l'assoluta maggioranza dei minerali esistenti sulla superficie del nostro pianeta contiene quantità rilevanti di ossigeno. Nonostante ciò, i veri ossidi risultano nel complesso una classe non numerosa, comprendendo non più di 200 specie.
Come ossidi intendiamo i solidi con legami essenzialmente omodesmici, ed in particolare ionici, costituiti da ioni ossigeno e cationi metallici, ma spesso il legame non è "puro" e intervengono percentuali di legame covalente (tanto più quanto minori sono le differenze di elettronegatività fra i metalli e l'ossigeno). In questi minerali le unità molecolari sono collegate da legami di Van der Waals, ma la maggior parte degli ossidi può comunque venire schematizzata secondo un modello prettamente ionico.
In figura la classe di simmetria,sotto la tipica forma di cristallizzazione e la rappresentazione schematica della struttura (Carobbi, cristallografia chimica e mineralogia speciale, Ed. USES).

  

Quindi il corindone fa parte della classe degli ossidi, sottoclasse sesquiossidi (dal latino sesqui= una volta e mezzo). I più notevoli per la loro abbondanza in natura e il loro valore economico sono i sesquiossidi contenenti Al, Fe, e Ti, i più rari sono queli contenenti As, Sb, Bi. Il corindone cristallizza nella classe ditrigonale scalenoedrica, R3c, e la sua cella elementare può quindi venire descritta in termine di coordinate sia romboedriche che esagonali. La struttura di questo ossido si basa su un impacchettamento esagonale compatto di ioni ossigeno, solo lievissimamente distorto, i cationi Al sono situati nelle "cavità ottaedriche" dell' impacchettamento suddetto, ed attorno ad essi viene a costituirsi un poliedro di coordinazione, ovviamente di forma ottaedrica ma leggermente distorto, con le distanze Al-O di 1.86 Amstrong e tre di 1.97 Amstrong.

Anche a causa dell'elevata carica elettrica portata dagli ioni, questa struttura risulta particolarmente stabile e ne risulta, per il corindone, un punto di fusione molto elevato (2054 C°), una durezza altissima (9 nella scala di Mohs), ed una straordinaria resistenza agli agenti naturali di alterazione. Gli indici di rifarzione sono essi pure elevati; ne consegue per i cristalli limpidi e trasparenti una lucentezza quasi adamantina. Le varietà colorate mostrano anche un netto pleocroismo (cioè in sezione sottile il diverso colore che assume dovuto al diverso assorbimento della luce policromatico nelle varie direzioni di vibrazione), con assorbimento generalmente maggiore per il raggio ordinario.
In figura lo schema dell'impacchettamento esagonale compatto. Da notare come questa disposizione si ritrova visibilmente anche nel cristallo naturale. Accanto un cristallo allo stato naturale.



          

 
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