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La metamittizazione comporta uno spostamento di atomi, e la conseguente formazione di lacune reticolari con l'ingresso di atomi interstiziali. Lo zircone, che appare già amorfo quando una frazione del 20% degli atomi è interessata dai cambiamenti, può giungere ad essere completamente demolita a ZrO2 (cubica o amorfa) e SiO2 amorfa. I cristalli mostrano una morfologia molto varia e correlata agli ambienti e alle condizioni genetiche. I cristalli più semplici presentano la combinazione di un prisma e di una bipiramide tetragonale, ma sono spesso presenti altre forme anche bipiramidi ditetragonali.



Accanto in figura la struttura spaziale dello zircone e la struttura spaziale dello zircone(Carobbi, Mineralogia Speciale e Cristallografia Chimica, Ed. USES).


Il colore è variabilissimo, per centri di colore legati ai sostituenti, e alle radiazioni X e g (gamma), prodotti proprio da questi per la presenza di "terre rare" al loro interno, si può presentare come: incoloro, verde, blu, arancio, marrone ecc.. La sua durezza di 7.5 nella scala di Mohs, la lucentezza adamantina, l'insolubilità negli acidi, il peso specifico di 4.7 (ma questo si abbassa notevolmente in esemplari alterati), lo fanno diventare, negli esemplari limpidi, un'ottima pietra preziosa, spesso con il nome di giacinto o giargione. Lo zircone è un minerale molto comune e diffuso; esso forma una componente accessorio frequentissimo nelle rocce eruttive acide (come graniti, sieniti, dioriti, ecc...) e in moltissimi scisti, ma in questo caso i suoi cristalli nitidissimi sono per lo più di dimensioni microscopiche o quasi. In grossi cristalli si trova specialmente nelle sieniti Norvegesi e dei Monti Urali (Russia), e negli scisti cristallini del Canada; colossali quelli del M. Ampanobe (Madagascar). Nella foto accanto alcuni cristalli di zircone grezzi provenienti da Ceylon.





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